Il DNA sopravvive ai voli spaziali

Molecole di DNA, disposte sulla superficie esterna di un razzo, sono sopravvisute ad un volo spaziale. Un gruppo di scienziati dell’Università di Zurigo, dopo aver realizzato una sorta di vernice contenente molecole di DNA, ha “verniciato” la superficie esterna di un razzo che è stato lanciato nello spazio fino a una altezza di 270 km. Al rientro in atmosfera, il razzo si è scaldato fino a 1000°C, ma i controlli successivi hanno mostrato che il DNA è sopravvissuto in diversi punti della sua superficie.

Il lancio del razzo usato per il test.

Il lancio del razzo TEXUS-49, usato per il test.

Se il risultato può essere emozionante per i fan della panspermia, la teoria secondo la quale la vita sulla Terra è stata seminata da microbi provenienti dallo spazio, pone invece un serio problema sul rischio opposto, cioè che andando a cercare la vita su altri pianeti, siamo proprio noi a contaminarli con forme di vita terrestri, quali microbi, batteri e molecole essenziali per la vita. Per saperne di più:  Finding aliens harder now we know DNA survives space

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Un nuovo sciame di stelle cadenti!

Tutti col naso all’insù stanotte e domani notte (23-24 maggio), è in arrivo un nuovo sciame di stelle cadenti che si annuncia spettacolare con più di 1.000 meteore all’ora (una ogni 3 secondi circa). La Terra infatti passerà attraverso la scia di polvere e detriti lasciata negli anni dalla cometa 209P/LINEAR. Il radiante del nuovo sciame, cioè il punto da cui appaiono provenire le stelle cadenti, è facile da individuare: si trova non lontano dalla Stella Polare, nella costellazione della Giraffa (Camelopardalis). Noi siamo poco fortunati perché il picco è previsto alle 8 del mattino di domani, sabato 24, ma spesso c’è una coda significativa che potrebbe protrarsi fino a notte.

Ecco la posizione della costellazione Camelopardalis alle 11 di questa notte. Crediti: G.N.Cabizza

Ecco la posizione della costellazione Camelopardalis alle 11 di questa notte. Crediti: G.N.Cabizza

Nell’immagine potete individuare facilmente la costellazione Camelopardalis. Per saperne di più: Il 23 maggio è la notte delle stelle cadenti.

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La cometa ISON è sopravvissuta ?

Come l’araba fenice sembra che, almeno in parte, la cometa ISON sia sopravvissuta all’incontro ravvicinato col Sole. Mentre numerosi osservatori hanno perso di vista la cometa dopo il suo passaggio al perielio, la sonda europea SOHO ha ripreso questa sequenza che mostra come una parte del nucleo sia riemersa dallo schermo del coronografo della sonda.

Il resto della cometa ISON sopravvissuto al passaggio al perielio. Crediti: ESA/NASA/SOHO/GSFC

Il resto della cometa ISON sopravvissuto al passaggio al perielio. Crediti: ESA/NASA/SOHO/GSFC

C’è discussione sul fatto che si tratti di una parte del nucleo o di un insieme di frammenti. Attendiamo le prossime ore per capire cosa realmente sia accaduto. Per saperne di più: Comet ISON May Have Survived.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sulla cometa ISON.

I progressi nell’osservazione dell’eco del Big Bang

La Radiazione Cosmica di Fondo a microonde (CMB) rappresenta l’eco fossile della prima luce emessa dall’Universo 380.000 anni dopo il Big Bang, quando si raffreddò a sufficienza per poter essere trasparente alla luce. Oggi quella luce è rilevabile nel campo delle microonde e conoscerne in dettaglio la distribuzione fornisce importanti informazioni sull’origine, l’evoluzione, la densità e la geometria dell’Universo. Dopo la scoperta ad opera di Penzias e Wilson negli anni ’60, sono state effettuate numerose missioni con sonde dedicate per studiare la CMB. Qui di seguito vi mostriamo il progresso delle diverse sonde, nell’ordine COBE, WMAP e Planck. Le immagini, pubblicate da New Scientist, parlano da sole. Per saperne di più: Cosmic ripples come into focus

I risultati di COBE, la prima sonda.

I risultati di COBE, la prima sonda.

I risultati di WMAP, la seconda sonda.

I risultati di WMAP, la seconda sonda.

I risultati di Planck, l'ultima sonda, ancora operativa.

I risultati di Planck, l’ultima sonda, ancora operativa.

Venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sul Big Bang.