Alan Turing graziato dalla regina

Pochi conoscono la storia della mela morsicata, logo di una importante azienda che produce computers e palmari. Dobbiamo risalire alla vicenda di Alan Turing, uno dei massimi matematici del ‘900. Turing, matematico e crittografo britannico, fu un pioniere dell’informatica e produsse  importanti lavori sul calcolo automatico e sull’intelligenza artificiale. Nel corso della seconda guerra mondiale fu determinante il suo contributo alla decodifica dei codici segreti tedeschi, criptati con la macchina Enigma. Finita la guerra, la sua omosessualità, di cui non faceva mistero al pari di Oscar Wilde, fu motivo di persecuzione nei suoi confronti. Condannato nel 1952 per omosessualità, dovette subire la castrazione chimica, con un intenso trattamento ormonale. Due anni dopo Turing bagnò una mela nel cianuro e ne mangiò un morso, morì così avvelenato.

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Per anni, in Inghilterra, intellettuali e scienziati si sono battuti contro la violenza discriminatoria subita da Turing chiedendone la riabilitazione. Nel 2009 fu Il primo Ministro Gordon Brown a fare pubblica ammenda, oggi è finalmente arrivata l’assoluzione da parte della Regina. Si chiude così la vicenda giudiziaria di Alan Turing. Restano i suoi importanti studi e il suo contributo alle “macchine universali”, cioè i computer programmabili. “Una macchina infallibile non può essere intelligente” disse. Rifletteteci. Per saperne di più: Alan Turing

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Trovata la prima esoluna ?

Ricordate Pandora, il bellissimo e straordinariamente vitale pianeta del film Avatar? Era una luna di un gigantesco pianeta gassoso di tipo gioviano. Ebbene, sembra che sia stata trovata la prima esoluna, su un lontano pianeta gigante, quattro volte più grande di Giove.  Pare si tratti di una luna piuttosto massiccia, con un’orbita molto ampia, circa 20 milioni di km, fatto molto inusuale se comparato col nostro sistema solare.

Il pianeta-luna Pandora. Nella realtà, una luna così vicina ad un gigante gassoso subirebbe catastrofici effetti di marea, che condizionerebbe il clima, la geologia in modo drammatico.

Il pianeta-luna Pandora. Nella realtà, una luna così vicina ad un gigante gassoso subirebbe catastrofici effetti di marea, che ne condizionerebbe il clima e la geologia in modo drammatico.

Altrettanto inusuale è stato il modo con cui è stata scoperta: misure su eventi di micro lente gravitazionale. Il sistema è piuttosto lontano: 1800 anni luce da noi. Per saperne di più: First exomoon glimpsed – 1800 light years from Earth

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La Terra a palla di neve

La “Terra a palla di neve” è una immagine riferita ad una condizione del nostro pianeta verificatasi tra i 700 e i 600 milioni di anni fa, quando i ghiacci arrivarono fino alla fascia equatoriale. La causa di questa remota glaciazione è stata per tanti anni un  mistero ma ora, grazie ad un recente studio dell’università di Harvard, ci sarebbe una spiegazione ragionevolmente fondata. La causa risiederebbe un complesso processo geochimico che ha portato ad una rimozione di grandi quantità di CO2 dall’atmosfera ad opera di imponenti eruzioni vulcaniche, supervulcani, il cui magma fuso avrebbe prodotto il processo di rimozione dell’anidride carbonica.

L'intero pianeta avvolto dai ghiacci, in una simulazione sulla grande glaciazione "Terra palla di neve"

L’intero pianeta avvolto dai ghiacci, in una simulazione sulla grande glaciazione “Terra palla di neve”

Il crollo conseguente dell’effetto serra avrebbe prodotto un rapido raffreddamento del pianeta innescando la glaciazione, denominata Sturtiana, che è durata ben 55 milioni di anni. Per saperne di più: Un inferno di fuoco all’origine della Terra a “palla di neve”.

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Quante braccia ha la Via Lattea?

Si potrebbe dire che alla Via Lattea non cascano le braccia. Se infatti nel 2008 la Nostra galassia aveva perso due dei suoi previsti bracci a spirale, oggi la ha riacquistati. Sin dal 1950 le osservazioni radiotelescopiche avevano prodotto evidenze di quattro bracci a spirale. Ma le osservazioni del 2008, fatte dallo Spitzer Space Telescope della NASA, avevano ridotto il numero di braccia a due.

La distribuzione osservata delle stelle massicce nella Via Lattea. Crediti: Robert Hurt - THE SPITZER SCIENCE CENTER

La distribuzione osservata delle stelle massicce nella Via Lattea. Crediti: Robert Hurt – THE SPITZER SCIENCE CENTER

Oggi una nuova indagine approfondita, basata sulle stelle di grande massa la cui culla natale è costituita dalle zone più attive dei bracci a spirale, ha portato a concludere che il numero di braccia della Via Lattea è quattro. Per saperne di più: The Milky Way’s Missing Arms

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I misteriosi laghi di Titano

Siete sulla riva di un lago calmissimo, non ci sono onde che ne increspino la superficie. Non c’è vegetazione, la luce del sole filtra debolissima, crepuscolare. La temperatura è -179°C. Ecco, state vedendo Ligeia Mare, uno dei laghi di metano di Titano. Questa inquietante luna di Saturno ha le dimensioni di Mercurio ed è l’unica luna del sistema solare avvolta da una densa atmosfera. Il lago ha una profondità di 160 metri e contiene una quantità di metano molto superiore (circa 40 volte) alle riserve di cui dispone il nostro pianeta. Presi tutti insieme, i laghi di Titano contengono più di 300 volte le riserve di idrocarburi della Terra. Gli scienziati sono al lavoro per comprendere l’insolita calma di Ligeia Mare, che si trova prossimo al polo.

Il lago di metano ripreso dalla sonda Cassini.Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

Il lago di metano ripreso dalla sonda Cassini.Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

Questa calma sorprende, per contrasto, rispetto la presenza vicino all’equatore  di alte dune, segno di attività ventosa. Un anno su Titano dura 30 anni terrestri, e attualmente si trova nella sua lunga primavera. Avremo le risposte sull’assenza di venti polari con l’arrivo dell’estate? La sonda Cassini starà a guardare, ma senza fretta. Per saperne di più: Titan lake has more liquid fuel than Earth

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Geysers su Europa

La luna di Giove Europa continua a stupire. Il telescopio spaziale Hubble ha scoperto due geysers attivi sulla superficie di questa luna ghiacciata. Si tratta di una scoperta di grande importanza. Vediamo perché. Europa è interamente ricoperta da una coltre di ghiaccio ma la sua superficie appare poco craterizzata, segno che la sua superficie si rinnova lentamente. D’altronde la missione Galileo aveva scoperto che porzioni della crosta di ghiaccio mostravano segni di discioglimento nonché evidenti prove che grossi iceberg di ghiaccio avevano galleggiato e si erano spostati in un oceano liquido. Tutto ciò dimostra che la luna ha una sua vitalità e, cosa molto importante, sul fondale del suo oscuro oceano possiede dei punti caldi. Ancora, studi recenti, hanno mostrato come la dinamica delle correnti oceaniche su Europa contribuisca in modo significativo al riscaldamento della luna stessa.

Una ricostruzione dei geysers su Europa. Crediti: K. Retherford/Southwest Research Institute

Una ricostruzione dei geysers su Europa. Crediti: K. Retherford/Southwest Research Institute

I geysers oggi osservati, alti fino a 200 km, sono una conferma di tutto ciò e alimentano le ipotesi che nelle profondità oceaniche di Europa sussistano nicchie ecologiche in grado di ospitare forme elementari di vita indipendenti dalla fotosintesi. Per saperne di più: Hubble spots water spurting from Europa

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Acqua a catinelle su Marte

Benché su Marte non ci sia sole a catinelle, le continue comunicazioni sulla presenza di acqua sul pianeta rosso ci richiamano l’immagine dell’acqua a catinelle. Questa volta è la sonda MRO della NASA che con la sua camera ad alta risoluzione ci manda l’immagine che vi mostriamo, che documenta come, nei pendii soleggiati, durante l’estate marziana la temperatura salga fino a provocare lo scioglimento di ghiacci sotterranei attivando dei percolamenti stagionali, lunghi fino a 1,2 km, che osserviamo distintamente nella sequenza fotografica.

Nella sequenza fotografica si può osservare il crescere del percolamento di materiale umido nell’estate marziana. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Nella sequenza fotografica si può osservare il crescere del percolamento di materiale umido nell’estate marziana. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La stessa sonda aveva mostrato come, nei crateri di impatto molto recenti, la caduta derl meteorite abbia rimosso la coltre di polvere liberando materiale ghiacciato sottostante. Per saperne di più: NASA Mars Spacecraft Reveals a More Dynamic Red Planet

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La vita terrestre può aver raggiunto le lune di Giove e Saturno?

Mentre la sonda Curiosity ci invia conferme di un ambiente adatto alla vita nel lontano passato marziano, un recente studio considera la possibilità che dalla Terra e da Marte la vita possa aver raggiunto il sistema solare esterno e in particolare quelle lune di Giove e Saturno dove una qualche possibilità di sviluppo potrebbe esserci stata. Lo studio valuta la quantità di materiale che, nel corso degli ultimi 3,5 miliardi di anni, possa essere stata scagliata nel cosmo da violenti impatti di meteoriti. Non si tratta di piccole cifre. Si stima infatti che l’equivalente di 83.000 meteoriti partiti in questo modo dalla Terra abbiano raggiunto il sistema di Giove, mentre da Marte sarebbero circa 320.000.

Le quattro lune galileiane di Giove potrebbero essere state raggiunte da elementari forme di vita terrestri.

Le quattro lune galileiane di Giove potrebbero essere state raggiunte da elementari forme di vita terrestri.

Analogamente si valuta che le principali lune di Giove e Saturno dovrebbero aver ricevuto almeno 10 impatti dalla Terra e da Marte. Se forme elementari di vita possano essere sopravvissute a simili viaggi interplanetari durati milioni di anni è questione aperta e rilevante, perché questi meteoriti potrebbero essere anche ricaduti sulla Terra dopo che questa è stata investita da tremende estinzioni di massa, favorendo la ripresa della vita stessa. Per saperne di più: Moons of Jupiter and Saturn could have been seeded with life

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Vita nell’oscuro oceano di Europa ?

Europa, la seconda luna galileiana di Giove, potrebbe ospitare la vita. È interamente ricoperta di ghiaccio, sotto il quale c’è un profondo oceano. La sua superficie appare giovane, soggetta a fratture, a temporanei e localizzati discioglimenti della coltre di ghiaccio. Se nel fondale ci sono dei punti caldi è possibile che ci siano delle forme di vita. Il mistero è quale sia il meccanismo che genera il calore per attivare questi processi. Si è ipotizzato che l’energia provenga dalle forze di marea esercitate da Giove ma recenti studi, propongono altri meccanismi, basati su turbolenze conseguenti alla rotazione della luna sul proprio asse e su moti covettivi nell’oceano

L'interno di Europa e il suo oceano. Crediti: NASA

L’interno di Europa e il suo oceano. Crediti: NASA

Il rimescolamento dell’acqua favorirebbe ulteriormente lo sviluppo della vita. Al fine di comprendere i misteri di Europa, l’Agenzia Spaziale Europea sta programmando la missione Jupiter Icy Moons Explorer (JUICE). Per saperne di più: Europa’s choppy ocean looks friendly to life.

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