Una stella di diamante

Ecco la prima stella di diamante, ma toglietevi dalla testa l’idea di andarla a prendere. Si tratta infatti di una nana bianca, di dimensioni simili alla Terra, orbitante attorno ad una pulsar nota come PSR J2222-0137, pericolosa per le intense emissioni di raggi X. Perché si pensa che sia di diamante ? Perché è la più fredda nana bianca conosciuta, con una temperatura interna stimata in 4892° gradi, 5000 volte più fredda del nostro Sole, una temperatura per la quale il carbonio che compone la stella potrebbe già aver in parte cristallizzato in diamante. Questa stella peculiare si trova a 900 anni luce da noi nella costellazione dell’Acquario.

La stella di diamante accanto alla piccola pulsar. Crediti: B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)

La stella di diamante accanto alla piccola pulsar. Crediti: B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)

Si aggiunge alla superterra orbitante attorno alla stella 55 Cancri, un pianeta che probabilmente è costituito in gran parte da diamante. Per saperne di più: Cold Dead Star May Be a Giant Diamond

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità da cielo profondo.

 

Il buco nero Crazy Diamond

È stato chiamato Crazy Diamond, in omaggio ai Pink Floyd, il buco nero supermassiccio che si trova al centro del quasar 3C 454.3, distante 7 miliardi di anni luce da noi. Attualmente è la sorgente di raggi gamma più potente del cielo e continua a crescere. Il satellite italiano AGILE e Fermi della NASA hanno registrato un forte incremento dell’emissione gamma. Crazy Diamond sta divorando l’equivalente di diverse Terre al minuto, un pasto pantagruelico che si trasforma in una potente emissione di energia dai getti polari del buco nero, di cui uno punta verso la Terra. In questi casi la luminosità del buco nero è tale da offuscare l’intera galassia che si presenta ai grandi telescopi come una stella brillante.

I getti polari di un buco nero supermassiccio. Nel caso di Crazy Diamond il getto punta verso la Terra.

I getti polari di un buco nero supermassiccio. Nel caso di Crazy Diamond il getto punta verso la Terra. Crediti: Eskhata

L’evento è seguito con grande interesse per cercare di capire come funzioni il meccanismo di emissione di energia dai getti.  Per saperne di più: Il ritorno di fiamma del Buco Nero “Crazy Diamond”

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Gigantesca esplosione cosmica sepolta nella polvere

I violenti impulsi gamma cosmici (GRB – Gamma Ray Burst) sono le più potenti esplosioni conosciute. Il pochi secondi un lampo gamma emette tutta l’energia che il Sole rilascia nel corso della sua intera vita di 10 miliardi di anni. Un team di ricercatori giapponesi, utilizzando il grande interferometro ALMA, ubicato sulle Ande cilene, per la prima volta ha potuto studiare in dettaglio la porzione di due galassie da cui sono stati emessi i GRB, che  si trovano a 4,3 e 6,9 miliardi di anni luce rispettivamente, scoprendo inaspettatamente che sono avvolte da dense nubi di gas e polvere.

Rappresentazione del violento impulso impulso gamma. Crediti:  NAOJ

Rappresentazione del violento impulso impulso gamma. Crediti: NAOJ

Si ritiene possibile che l’ambiente osservato sia prodotto dalla stessa stella supermassiccia che poi, esplodendo in una ipernova, ha generato il lampo gamma. Per saperne di più: Un’esplosione gigante sepolta nella polvere.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo sugli eventi più estremi che si verificano nel cosmo.

Come si è formata la Luna?

Circa 4,5 miliardi di anni fa, un pianeta delle dimensioni di Marte, chiamato Teia, ha violentemente urtato la Terra. Nella collisione il nostro pianeta ha ingoiato il nucleo pesante di Teia, facendo sì che la densità della Terra sia la più alta in tutto il sistema solare, ma una parte del mantello terrestre (che da una profondità di 30 km si stende per circa 3.000 km) è stata strappata via dalla volenza dell’impatto. Questa porzione si è poi aggregata in un corpo sferico che è la nostra Luna. Questa ipotesi è suffragata da calcoli di meccanica celeste del sistema Terra-Luna e dalle prime analisi sulle rocce lunari portate a terra dalle missioni Apollo della NASA: la composizione delle rocce lunari è simile a quella del nostro mantello.

L'impatto di Teia con la Terra avvenuto 4,5 miliardi di anni fa.

L’impatto di Teia con la Terra avvenuto 4,5 miliardi di anni fa.

Nuove analisi più approfondite sui campioni lunari hanno confermato ulteriormente questo modello, precisando che la Luna si compone di materia terrestre al 50% e di materia proveniente da Teia per il rimanente 50%. Per saperne di più: How Did the Moon Really Form?

 

Ma soprattutto venite al Planetario, vi mostreremo tutto sull’origine della Terra e della Luna.

L’occhio di Sauron visto da SPHERE

Ricordate il terribile occhio di Sauron, nel film Il Signore degli anelli? Eccolo, lo ha visto SPHERE, lo strumento Exoplanet Research Spectro-Polarimetric, installato il mese scorso sul Very Large Telescope dell’ESO in cima Cerro Paranal in Cile. Si tratta della stella HR 4796A, magnificamente decorata da un anello di polvere. Per un tipico telescopio ottico, il centro scuro di HR 4796A è un disco ardente di luce stellare che impedisce di vedere il debole bagliore dell’anello di polvere. SPHERE filtra opportunamente la luce della stella consentendo di acquisire immagini eccezionalmente nitide come questa.

La stella HR 4796A col suo anello di polvere. Crediti: ESO/J.L. Beuzit et al./SPHERE Consortium

La stella HR 4796A col suo anello di polvere. Crediti: ESO/J.L. Beuzit et al./SPHERE Consortium

Lo strumento corregge anche gli effetti dell’atmosfera terrestre e può distinguere tra luce stellare e la luminosità di un pianeta, sulla base del colore e della polarizzazione della luce. Grazie a queste notevoli prestazioni  tecniche, SPHERE potrà scoprire pianeti in orbita attorno a stelle lontane e studiarli con chiarezza spettacolare.  Per saperne di più: Prima Luce per SPHERE che fotograferà gli esopianeti

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Nuova spettacolare immagine di galassie lontanissime

Il Telescopio Spaziale Hubble ha ripreso una nuova sequenza di immagini di un campo di galassie lontanissime, sono tra le prime galassie formatesi dopo il big bang. Le galassie che si vedono nella foto hanno una distanza compresa tra 1 miliardo di anni luce, le più vicine, e oltre 12 miliardi di anni luce le più lontane.

Il campo di galassie del progetto UVUDF mostra oltre 10.000 galassie in un angolo pari a un centesimo di Luna piena. Crediti: NASAS, ESA

Il campo di galassie del progetto UVUDF mostra oltre 10.000 galassie in un angolo pari a un centesimo di Luna piena. Crediti: NASAS, ESA

L’immagine combina riprese effettuate nell’infrarosso, nel visibile e nell’ultravioletto ed è il risultato di 841 orbite del telescopio spaziale, nell’ambito del progetto Ultraviolet Coverage of the Hubble Ultra Deep Field (UVUDF). Per saperne di più: Hubble unveils a colourful view of the Universe

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