Come nasce la coda di una cometa

Ecco la coda della cometa mentre si forma. Lo vediamo nell’ultima immagine inviataci dalla sonda Rosetta, che si trova ormai a quasi 10 km dal nucleo della cometa 67/P Churyumov–Gerasimenko. Malgrado l’enorme distanza dal Sole, circa 450 milioni di km, si può vedere come la radiazione solare provochi l’emissione di sostanze volatili dalla parte centrale del nucleo, che lentamente si sta consumando.

Il primo piano della zona attiva del nucleo della cometa. Crediti: ESA-Rosetta team

Il primo piano della zona attiva del nucleo della cometa. Crediti: ESA-Rosetta team

Mancano ormai pochi giorni all’atterraggio del lande Philae su questo piccolo e gelido corpo celeste. Per saperne di più: Rosetta Mission.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Nuovo selfie di Rosetta a 16 km dalla cometa

Prosegue il lento avvicinamento di Rosetta alla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Ecco l’ultimo selfie scattato dalla sonda a soli 16 dal nucleo. Si noti il getto di gas che emerge dalla cometa. Il prossimo 12 novembre verrà raggiunta dal lander Philae.

Il pannello solare di Rosetta e, sullo sfondo, la cometa. Crediti: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Il pannello solare di Rosetta e, sullo sfondo, la cometa. Crediti: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Per saperne di più: Rosetta mission selfie at comet

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sulla missione Rosetta.

 

La Farfalla cosmica

Spesso gli oggetti più belli del cielo sono prodotti da stelle morenti, come la Nebulosa Farfalla, nata dalla morte di una stella di massa intermedia, circa cinque masse solari. Dista dalla Terra 3800 anni luce ed è stata fotografata, con i suoi caleidoscopici colori, dal telescopio spaziale Hubble. Ha un aspetto bipolare, dovuto molto probabilmente alla emissione dai polo della stella morente.

La Nebulosa Farfalla ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA/ESA/Hubble SM4 ERO Team

La Nebulosa Farfalla ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA/ESA/Hubble SM4 ERO Team

Il rosso corrisponde all’azoto, mentre le parti bianche più luminose sono dovute allo zolfo. Per saperne di più: Hubble captures the Butterfly Nebula.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo

Cheops in primo piano

Questo non è un masso qualsiasi, è Cheops, un macigno che si trova sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La foto è stata realizzata dalla sonda europea Rosetta, che ormai si trova a soli 28 km dal nucleo della cometa. Cheops ha una lunghezza di 45 metri e si trova nel lobo più grande della cometa. Il nome gli è stato attribuito per la sua imponenza.

Il gigantesco macigno Cheops, ripreso dalla sonda Rosetta. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Il gigantesco macigno Cheops, ripreso dalla sonda Rosetta. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Sulla natura del macigno e della pianura su cui è poggiato sappiamo poco, si spera che le risposte vengano da Philae, il lander che atterrerà sulla cometa nei prossimi giorni. Per saperne di più: Primo piano del macigno

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dalla missione Rosetta.

La danza dei buchi neri

L’immagine mostra due buchi neri supermassicci orbitanti reciprocamente, un autentico tango gravitazionale. È stata ottenuta combinando riprese ai raggi X e mappature radio ad alta risoluzione. È la prima volta che si riesce ad osservare così in dettaglio simili mostri del cielo, con ben visibili i brillanti dischi di accrescimento e i jets emessi dai poli dei due oggetti. I due buchi neri distano tra loro 25.000 anni luce.

L'immagine composita della danza dei due buchi neri. Crediti: X-Ray: NASA/CXC/D. Hudson, T.Reiprich et al. (AIfA); Radio: NRAO/VLA/ NRL

L’immagine composita della danza dei due buchi neri. Crediti: X-Ray: NASA/CXC/D. Hudson, T.Reiprich et al. (AIfA); Radio: NRAO/VLA/ NRL

Si trovano all’interno di una galassia lontana e, in alcuni milioni di anni, si fonderanno tra loro. Per saperne di più: Composite image shows two black holes orbiting each other

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui buchi neri.

 

Come nasce la coda della cometa

Le nuove spettacolari immagini inviate dalla sonda Rosetta mostrano i getti di vapore che andranno a formare la coda della cometa. La sonda è in orbita attorno al nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dallo scorso mese di agosto, dopo 10 anni di trasvolata interplanetaria.

L'immagine composita che mostra il getto di vapore e gas emesso dal nucleo cometario. Crediti: ESA-Rosetta

L’immagine composita che mostra il getto di vapore e gas emesso dal nucleo cometario. Crediti: ESA-Rosetta

Nel prossimo novembre la sonda rilascerà il lander Philae che atterrerà sulla cometa. Per saperne di più: La cometa di Rosetta accende i suoi jets.

Ma soprattutto venite al planetario, vi aggiorneremo  su tutte le novità dal cielo profondo

Superstelle primordiali

La massa delle stelle primordiali, formatesi nei primi milioni di anni dopo il big bang, era straordinariamente elevata: più di 60.000 volte la massa del Sole.  Alcune di queste, quelle con massa intorno a 55.000 masse solari, dopo una vita di qualche milione di anni, sarebbero andate completamente distrutte nella esplosione finale di supernova, senza lasciare un buco nero residuo. È stato dimostrato con simulazioni al computer, che quelle ricadenti in un breve intervallo di massa intorno a 55.000 masse solari, ebbero un tale comportamento ed esplosero completamente fertilizzando il cosmo con la produzione di elementi pesanti sintetizzati a partire dall’idrogeno e l’elio.

Un fotogramma della simulazione dell'esplosione di una superstella: Crediti: Ken Chen, University of California at Santa Cruz

Un fotogramma della simulazione dell’esplosione di una superstella: Crediti: Ken Chen, University of California at Santa Cruz

Le altre stelle supermassicce avrebbero prodotto i buchi neri che lentamente si sarebbero accresciuti e  che osserviamo al centro delle galassie: per saperne di più: Superstelle autolesioniste

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