Gli occhi terribili di uno space invader ripresi da telescopio Hubble

L’enorme massa dell’ammasso di galassie Abell 68, sommata a quella della materia oscura invisibile, ha prodotto un nuovo effetto lente gravitazionale generando immagini multiple,  ingrandite e distorte di ulteriori galassie molto più lontane. Abel 68 si trova alla ragguardevole distanza di due miliardi di anni luce e consente di osservare galassie lontanissime grazie a questo effetto conseguente alla Relatività Generale di Einstein. Il tutto accade come se Abel 68 fosse il titanico obiettivo di un telescopio cosmico di cui Hubble è l’oculare.  Anche se le immagini così generate di queste galassie lontane sono in genere fortemente deformate, questo processo, chiamato appunto lente gravitazionale, è uno strumento estremamente prezioso in cosmologia, il ramo dell’astronomia che si occupa delle origini e l’evoluzione dell’Universo.

L'immagine dello space invader prodotta dalla lente gravitazionale. Crediti: NASA & ESA. Acknowledgement: N. Rose

L’immagine dello space invader prodotta dalla lente gravitazionale. Crediti: NASA & ESA. Acknowledgement: N. Rose

In questo caso le immagini distorte di galassie distanti sono un esempio particolarmente fine di questo fenomeno. Al centro dell’immagine vi sono un gran numero di galassie “stirate” , allungate in strie quasi rette di luce. Curiosamente, appena sopra e accanto ad una luminosa galassia ellittica in alto a sinistra dell’immagine, si osserva  una galassia a spirale la cui apparente forma è stata sdoppiata specularmente e trasformata nell’immagine di un alieno dalle classiche forme del vecchio videogioco Invaders! Una seconda, immagine meno distorta della galassia stessa appare a sinistra della galassia ellittica. Per saperne di più: Gravitational telescope creates space invader mirage

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

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