Nuova e più accurata misura della velocità di espansione dell’Universo

Il team di scienziati che lavorano allo Spitzer Space Telescope, il telescopio orbitante della NASA che opera nell’infrarosso, ha annunciato la misura più accurata mai fatta della Costante di Hubble, che esprime il tasso di espansione dell’Universo. La costante prende il nome dall’astronomo Edwin P. Hubble, che ha stupito il mondo nel 1920 annunciando il fatto che l’Universo non era statico, ma animato da un moto di espansione: le galassie si allontanavano l’una dall’altra con velocità crescente con la distanza. Esattamente come i frammenti di una esplosione che si sarebbe verificata  13.7 miliardi di anni fa. Si comprende dunque perché una misura accurata della costante di Hubble sia tanto importante per comprendere l’età e le dimensioni dell’universo. La nuova misura migliora di un fattore 3  la precisione e fissa il valore  della costante in 74,3 ± 2,1 chilometri al secondo per megaparsec.  Un megaparsec corrisponde alla distanza di circa 3 milioni di anni luce. L’errore è inferiore al 3%, un grande progresso per le misure cosmologiche. La determinazione accurata del tasso di espansione è fondamentale per comprendere l’età e le dimensioni dell’universo.

Il telescopio Spitzer, operando nell’infrarosso, può vedere attraverso la polvere cosmica con grande vantaggio anche nella ricerca delle stelle variabili Cefeidi, che sono le pietre miliari per la misura delle distanze cosmiche. Fu una donna, Henrietta Leavitt, che nel 1908 scoprì la relazione tra il periodo di variazione di luminosità e la luminosità assoluta delle variabili Cefeidi. Il concetto è il seguente: se conoscete la luminosità di una candela ad una distanza stabilita, un metro per esempio, misurandone la luminosità ad una distanza sconosciuta potete determinarla, perché è ben nota la legge con cui la luminosità diminuisce con la distanza. Le stelle variabili cefeidi sono dunque delle “candele standard” e possiamo misurarne la distanza, qualunque sia purchè siano osservabili.

La relazione tra il periodo e la luminosità delle stelle variabili Cefeidi osservate da Spitzer. Credit: NASA/JPL-Caltech/Carnegie

Il grafico mostra le misure del telescopio orbitante Spitzer: ha osservato 10 cefeidi nella nostra galassia, la Via Lattea, e 80 in una galassia vicina, la  Grande Nube di Magellano. Senza il disturbo della polvere cosmica il team di ricerca è stato in grado di ottenere misure più precise della luminosità apparente delle stelle, e quindi le loro distanze. Questi dati hanno aperto la strada per completare il lavoro con la nuova determinazione della costante di Hubble.

Per saperne di più: NASA’s Infrared Observatory Measures Expansion of Universe

Ma soprattutto  venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità nel campo della cosmologia.

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