L’asteroide che sfiorerà la Terra

Accadrà il giorno 7 settembre, ma niente paura, non toccherà il nostro pianeta. Misura appena 20 metri di diametro e, alle 18.18 di domenica prossima raggiungerà la minima distanza dalla Terra, circa 40.000 km, poco oltre l’orbita dei satelliti geostazionari per telecomunicazioni, circa un decimo della distanza Terra-Luna. La scoperta è stata fatta la notte del 31 agosto nell’ambito del Catalina Sky Survey, poi confermata dal telescopio Pan-STARRS 1, alle Hawaii.

L'orbita dell'asteroide 2014 RC

L’orbita dell’asteroide 2014 RC

Per saperne di più: L’innocuo asteroide che “sfiorerà” la Terra.

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Un asteroide con gli anelli!

Dunque anche gli asteroidi possono avere un sistema di anelli, non soltanto i pianeti giganti gassosi. L’asteroide si chiama Chariklo e orbita tra Saturno e Urano. Gli astronomi avevano previsto che il piccolo astro avrebbe occultato una stellina e avevano quindi organizzato una rete di osservatori per seguire l’evento. Dai tempi dell’occultazione si poteva dedurre la dimensione dell’asteroide, per questo si assegnava molta importanza al modo in cui la stella sarebbe scomparsa alla vista per poi ricomparire. Sorprendentemente si è osservata una prima attenuazione della stella (primo passaggio nel sistema di anelli), quindi l’eclisse, poi la stella è riapparsa subendo una successiva e simmetrica attenuazione (secondo passaggio e uscita dal sistema di anelli).

L'asteroide ghiacciato Chariklo col suo anello.

L’asteroide ghiacciato Chariklo col suo anello.

È risultato che Chariklo ha un raggio di circa 124 km mentre il sistema di anelli ha un raggio tra 391 e 405 km. Gli anelli sono due e molto vicini con uno spessore di 2 km per quello più interno e di 1 km per l’altro. Per saperne di più: Saturn-Like Rings Spotted Around Asteroid.

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Asteroide in arrivo!

Questa sera, alle ore 22.07, l’asteroide 2014DX110 passerà ad appena 350.000 chilometri dalla Terra per poi allontanarsi senza pericolo. Il piccolo astro ha una dimensione di appena 29 metri per cui, qualora precipitasse sulla Terra, non causebbe particolari danni perché si disintegrerebbe nell’atmosfera. Tra gli oltre 10.000 corpi minori classificati come NEO (Near Earth Object), cioè asteroidi vicini alla Terra,  circa 1460 sono considerati potenzialmente pericolosi sul lungo periodo. Questi ultimi sono i più vicini e con diametro superiore ai 100 metri. Statisticamente si ritiene che un impatto pericoloso possa verificarsi ogni 10.000 anni.

L'orbita dell'oggetto 2014DX110. Come si può notare, sfiora anche l'orbita di Venere.

L’orbita dell’oggetto 2014DX110. Come si può notare, sfiora anche l’orbita di Venere.

L’ultimo impatto significativo si è verificato nel 1908 a Tunguska, nella siberia nord orientale, 600 km a nord del lago Baikal. L’evento distrusse duemila chilometri quadrati di foresta, ma senza causare vittime poiché l’area era disabitata. Per saperne di più: Watch the Close Pass of NEO Asteroid 2014 DX110 Wednesday Night.

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Dentro l’asteroide

Sembra incredibile, ma gli astronomi che lavorano all’NTT (New Technology Telescope) dell’ESO sono riusciti ad ottenere informazioni sulla struttura interna di un asteroide.  Si tratta dell’asteroide 25143 Itokawa che orbita tra la Terra e Marte. Questo piccolo corpo ha la curiosa forma di una nocciolina e la sua lunghezza supera di poco i 500 metri. Gli astronomi hanno misurato con precisione la velocità di rotazione dell’asteroide e le sue variazioni.

Le diverse densità dell'asteroide Itokawa. Crediti:  ESO. Acknowledgement: JAXA

Le diverse densità dell’asteroide Itokawa. Crediti: ESO. Acknowledgement: JAXA

Questi dati sono poi stati correlati con i nuovi studi su come gli asteroidi irraggiano il calore e con la forma di 25143 Itokawa, arrivando così a determinarne la distribuzione della densità, che varia da 1,75 a 2,85 grammi per centimetro cubo. È la prima volta che si riesce ad ottenere informazioni sulla struttura interna di un asteroide. Per saperne di più: Anatomia di un Asteroide.

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Emissioni di vapore acqueo su Cerere

Dalla fredda e remota fascia degli asteroidi arriva un’importante novità: su Cerere si osservano delle emissioni di vapore acqueo. Cerere, considerato oggi un pianeta nano, è il maggiore degli asteroidi ed ha una ben evidente geometria sferica. La scoperta è stata fatta col telescopio Herschel dell ESA e le emissioni di vapore paiono provenire da due aree più scure collocate alle medie latitudini. Quale sia la causa di queste emissioni non è chiaro ma, fortunatamente la sonda DAWN della NASA, che ha già visitato Vesta due anni fa, raggiungerà Cerere nel 2015 e potrà chiarire l’origine del fenomeno e contribuire alla conoscenza del come l’acqua è stata distribuita nel sistema solare, inclusa la Terra. Altra questione da chiarire è quale sia la fonte energetica del riscaldamento del pianetino.

Una visione artistica delle emissioni d'acqua su Cerere. Crediti: ESA/ATG medialab

Una visione artistica delle emissioni d’acqua su Cerere. Crediti: ESA/ATG medialab

In altri due casi, Europa su Giove ed Enceladus su Saturno, sono le forze di marea generate dalla gravità del pianeta gigante, ma questa non è la condizioni in cui si trova Cerere. Inoltre Cerere dispone di molta più acqua di Vesta e ciò suggerisce che si siano formati in parti diverse del sistema solare per poi migrare nelle attuali posizioni. Per saperne di più: Herschel discovers water vapour on Ceres

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L’asteroide con sei code

Un asteroide con sei code! Si chiama P/2013 P5 e mostra questa sorprendente emissione di polvere attraverso ben sei code, un vero record ma, nello stesso tempo un mistero. Non è la prima volta che negli asteroidi si osservi una qualche attività, ma mai con tanta intensità. Quale è la causa? Nel caso delle comete è noto che, trattandosi di corpi ricchi  di ghiaccio, la radiazione solare ne provoca l’evaporazione ed il vento solare soffia via gas e polvere generando la coda. Ma gli asteroidi non vengono dalla periferia del sistema solare come le comete, orbitano prevalentemente tra Marte e Giove e sono sostanzialmente dei piccoli corpi rocciosi. L’asteroide P/2013 P5 è troppo vicino al Sole perché possa aver mantenuto delle quantità di ghiaccio.

L'asteroide dalle sei code nelle riprese del Telescopio Spaziale. Crediti: NASA, ESA, and D. Jewitt (UCLA)

L’asteroide dalle sei code nelle riprese del Telescopio Spaziale. Crediti: NASA, ESA, and D. Jewitt (UCLA)

Ma allora, quale è la causa di questo evento? La spiegazione possibile è una sola: l’asteroide si sta frantumando per due cause concomitanti, la rapida rotazione attorno al proprio asse e l’indebolimento strutturale dovuto alla radiazione solare. La sua modesta gravità non riesce a contenere lo sgretolamento da cui l’intensa emissione di polvere. Le prossime osservazioni consentiranno di capire meglio l’evoluzione futura di questo piccolo corpo, di soli 427 metri di diametro, ormai prossimo alla sua fine. Per saperne di più: Dying asteroid is a six-tailed beast.

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Carambola tra asteroidi

Sembra una cometa, ma non lo è. Allora cos’è ? Si tratta delle conseguenze dell’urto tra due asteroidi, un evento piuttosto raro ma non impossibile. L’immagine è stata ripresa dal telescopio Spaziale Hubble e mostra delle strie di polvere e detriti che originano dal nucleo dell’oggetto. Il vento solare prodotto dalla nostra stella soffia via questo particolato generando  la coda analoga a quella di una cometa. L’urto tra i due asteroidi è avvenuto alle velocità relative tipiche  di questi oggetti, oltre 5 km al secondo, ben più del proiettile del più potente fucile.

L'immagine  dell'oggetto P/2010 A2 , ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA, ESA, and D. Jewitt (UCLA)

L’immagine dell’oggetto P/2010 A2 , ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA, ESA, and D. Jewitt (UCLA)

Il nucleo dell’oggetto, chiamato P/2010 A2, è stimato del diametro di 460 metri e, quando la fotografia è stata fatta, si trovava a 300 milioni di km dal Sole (140 milioni di km dalla Terra). Il fatto che si tratti di un asteroide e non di una cometa è dimostrato dalle analisi spettroscopiche della luce emessa che ha rivelato l’assenza dei gas tipici delle comete. Per saperne di più: NASA’s Hubble Captures First Images of Aftermath of Possible Asteroid Collision

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Attenti all’asteroide !

Sfiorerà la Terra, passando appena 28 000 km dal nostro pianeta alle 20.40 di oggi, venerdì 15 febbraio. Il piccolo corpo celeste, di appena 50 m di diametro, è stato scoperto lo scorso anno da astronomi dilettanti spagnoli sponsorizzati dall’ESA.  I dettagli dell’asteroide, denominato  2012 DA14, sono molto scarsi e non esistono misure dirette delle sue dimensioni. Dalla sua luminosità, gli scienziati stimano il diametro in 50-80 m. La sua composizione è sconosciuta e la massa è valutata essere dell’ordine di 130 000 tonnellate.  Quello che si sa è che non avrà un impatto la Terra, anche se passerà molto vicino, più vicino dei satelliti geostazionari che si trovano a 36000 km dalla superficie terrestre. L’orbita è però nota con accuratezza, tanto da poter affermare che non impatterà con la Terra per i prossimi 100 anni almeno. L’asteroide farà il suo passaggio più vicino al nostro pianeta, sorvolandolo a 7.8 km/s ad una distanza non molto superiore a due volte il diametro della Terra. Sarà alla minima distanza alle 20:40 di oggi. Benché sia molto piccolo rispetto alla vastità del nostro Sistema Solare, dovrebbe essere visibile in Europa, purché ci si doti di un buon binocolo e si sappia dove andare a cercare.  L’asteroide è stato scoperto da La Sagra La Sky Survey, un progetto supportato dall’ESA, il 22 febbraio 2012. L’osservatorio è nel sud-est Spagna, vicino a Granada, ad un’altitudine di 1700m, uno dei siti più bui meno esposti all’inquinamento luminoso nel continente europeo.  Date le piccole dimensioni e l’orbita precedentemente sconosciuta,  l’oggetto 2012 DA14 è stato avvistato quando si trovava a circa sette volte la distanza della Luna.  Se l’asteroide fosse ferroso e dovesse colpire il nostro pianeta, si creerebbe un cratere paragonabile al Meteor Crater di 1,5 km vicino a Flagstaff, in Arizona, ma siamo certi che non lo farà.

Questa carta stellare mostra il percorso che l'asteroida farà nel cielo. Crediti: ESA.

Questa carta stellare mostra il percorso che l’asteroide farà nel cielo. Crediti: ESA.

Un monitoraggio efficace degli asteroidi pericolosi è importante, anche se le probabilità di un impatto disastroso sono estremamente basse. Per fare un esempio, c’era una certa preoccupazione che  l’asteroide Apophis, di 325  metri di lunghezza, potesse impattare sulla Terra nel 2036, ma recenti osservazioni hanno ridotto la probabilità di questo evento potenzialmente catastrofico a meno di una su 10 milioni. Malgrado ciò, sappiamo che impatti catastrofici si sono verificati, l’ultimo nel 1908 in Siberia, in prossimità del fiume Tunguska 600 km a nord del lago Baikal. Non ci sono state vittime, ma se fosse caduto su una qualsia si città? Per questo si stanno studiando delle soluzioni per deviare questi asteroidi, più per ridurre la preoccupazione di un impatto devastante che per una applicazione concreta, data la bassissima probabilità di un simile evento si ripeta nel medio periodo.  La soluzione più insolita si basa sull’effetto Yarkowski, dal nome dell’ingegnere russo che la scoprì nel 1902. Il principio è il seguente: il Sole riscalda la superfice dell’asteroide che raggiunge la temperatura massima nel lato “pomeridiano”. Questo lato emette più calore delle altre parti dell’asteroide. L’emissione della radiazione infrarossa (il calore) genera una debolissima spinta in direzione opposta che, molto lentamente, ne modifica l’orbita. Un recente studio, di cui ha dato notizia il sito (http://www.wired.com/wiredscience/2013/02/painting-asteroids/), propone di verniciare l’asteroide in modo da  aumentare l’assorbimento della luce e rendere più efficiente l’effetto Yarowski. Gli studiosi si propongono di sperimentare questo metodo proprio sull’asteroide Apophys, che sfiorerà la Terra nel 2036. Per saperne di più:

Un monitoraggio efficace degli asteroidi pericolosi è importante, anche se le probabilità di un impatto disastroso sono estremamente basse. Per fare un esempio, c’era una certa preoccupazione che  l’asteroide Apophis, di 325  metri di lunghezza, potesse impattare sulla Terra nel 2036, ma recenti osservazioni hanno ridotto la probabilità di questo evento potenzialmente catastrofico a meno di una su 10 milioni. Malgrado ciò, sappiamo che impatti catastrofici si sono verificati, l’ultimo nel 1908 in Siberia, in prossimità del fiume Tunguska 600 km a nord del lago Baikal. Non ci sono state vittime, ma se fosse caduto su una qualsia si città? Per questo si stanno studiando delle soluzioni per deviare questi asteroidi, più per ridurre la preoccupazione di un impatto devastante che per una applicazione concreta, data la bassissima probabilità di un simile evento si ripeta nel medio periodo.  La soluzione più insolita si basa sull’effetto Yarkowski, dal nome dell’ingegnere russo che la scoprì nel 1902. Il principio è il seguente: il Sole riscalda la superfice dell’asteroide che raggiunge la temperatura massima nel lato “pomeridiano”. Questo lato emette più calore delle altre parti dell’asteroide. L’emissione della radiazione infrarossa (il calore) genera una debolissima spinta in direzione opposta che, molto lentamente, ne modifica l’orbita. Un recente studio, suggerisce di verniciare l’asteroide in modo da  aumentare l’assorbimento della luce e rendere più efficiente l’effetto Yarowski. Gli studiosi si propongono di sperimentare questo metodo proprio sull’asteroide Apophys, che sfiorerà la Terra nel 2036. Per saperne di più: Painting Asteroids

Ma sopratutto venite al Planetario: vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.