La danza dei buchi neri

L’immagine mostra due buchi neri supermassicci orbitanti reciprocamente, un autentico tango gravitazionale. È stata ottenuta combinando riprese ai raggi X e mappature radio ad alta risoluzione. È la prima volta che si riesce ad osservare così in dettaglio simili mostri del cielo, con ben visibili i brillanti dischi di accrescimento e i jets emessi dai poli dei due oggetti. I due buchi neri distano tra loro 25.000 anni luce.

L'immagine composita della danza dei due buchi neri. Crediti: X-Ray: NASA/CXC/D. Hudson, T.Reiprich et al. (AIfA); Radio: NRAO/VLA/ NRL

L’immagine composita della danza dei due buchi neri. Crediti: X-Ray: NASA/CXC/D. Hudson, T.Reiprich et al. (AIfA); Radio: NRAO/VLA/ NRL

Si trovano all’interno di una galassia lontana e, in alcuni milioni di anni, si fonderanno tra loro. Per saperne di più: Composite image shows two black holes orbiting each other

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui buchi neri.

 

Superstelle primordiali

La massa delle stelle primordiali, formatesi nei primi milioni di anni dopo il big bang, era straordinariamente elevata: più di 60.000 volte la massa del Sole.  Alcune di queste, quelle con massa intorno a 55.000 masse solari, dopo una vita di qualche milione di anni, sarebbero andate completamente distrutte nella esplosione finale di supernova, senza lasciare un buco nero residuo. È stato dimostrato con simulazioni al computer, che quelle ricadenti in un breve intervallo di massa intorno a 55.000 masse solari, ebbero un tale comportamento ed esplosero completamente fertilizzando il cosmo con la produzione di elementi pesanti sintetizzati a partire dall’idrogeno e l’elio.

Un fotogramma della simulazione dell'esplosione di una superstella: Crediti: Ken Chen, University of California at Santa Cruz

Un fotogramma della simulazione dell’esplosione di una superstella: Crediti: Ken Chen, University of California at Santa Cruz

Le altre stelle supermassicce avrebbero prodotto i buchi neri che lentamente si sarebbero accresciuti e  che osserviamo al centro delle galassie: per saperne di più: Superstelle autolesioniste

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal mondo della scienza.

Il buco nero Crazy Diamond

È stato chiamato Crazy Diamond, in omaggio ai Pink Floyd, il buco nero supermassiccio che si trova al centro del quasar 3C 454.3, distante 7 miliardi di anni luce da noi. Attualmente è la sorgente di raggi gamma più potente del cielo e continua a crescere. Il satellite italiano AGILE e Fermi della NASA hanno registrato un forte incremento dell’emissione gamma. Crazy Diamond sta divorando l’equivalente di diverse Terre al minuto, un pasto pantagruelico che si trasforma in una potente emissione di energia dai getti polari del buco nero, di cui uno punta verso la Terra. In questi casi la luminosità del buco nero è tale da offuscare l’intera galassia che si presenta ai grandi telescopi come una stella brillante.

I getti polari di un buco nero supermassiccio. Nel caso di Crazy Diamond il getto punta verso la Terra.

I getti polari di un buco nero supermassiccio. Nel caso di Crazy Diamond il getto punta verso la Terra. Crediti: Eskhata

L’evento è seguito con grande interesse per cercare di capire come funzioni il meccanismo di emissione di energia dai getti.  Per saperne di più: Il ritorno di fiamma del Buco Nero “Crazy Diamond”

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Come crescono i buchi neri supermassicci?

Come ingrassano i buchi neri massicci ? È la domanda cui risponde uno studio comparato di un team di astronomi americani pubblicato oggi. Sappiamo che numerose galassie ospitano giganteschi buchi neri di massa molti milioni di volte superiore a quella di una stella. Il più massiccio conosciuto ha 17 miliardi di masse solari. Lo studio ha preso in esame decine di milioni di galassie, cercando una relazione tra la massa del buco nero centrale e la distribuzione delle galassie. È risultato che i buchi neri più massicci si trovano in galassie collocate in ambiti del cosmo dove la densità di galassie stesse è più alta, cosa che ragionevolmente ha reso più probabile la fusione tra galassie e dei rispettivi buchi neri nei lenti processi di interazione avvenuto nel passato.

Una illustrazione artistica che mostra una galassia con un nucleo attivo (AGN) contenete un super buco nero.

Una illustrazione artistica che mostra una galassia con un nucleo attivo (AGN) contenete un super buco nero.

Analogamente è emerso dallo studio che nella galassie con il rigonfiamento centrale più denso il buco nero contenuto è più massiccio. Insomma, in certo qual modo la dieta del buco nero è analoga a quella della galassia ospite. Per saperne di più: Fat black holes grown up in cities: ‘Observational’ result using Virtual Observatory

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui buchi neri.