Il sorriso di Einstein nel cosmo.

Due occhi e un largo sorriso. Potremmo dire che è Einstein che sorride, infatti si tratta di una spettacolare conseguenza della Relatività Generale: l’effetto lente gravitazionale. I due occhi sono due galassie massicce lontane,  il sorriso e gli altri archi sono immagini distorte e allungate di una galassia ancora più lontana, collocata posteriormente ai “due occhi” lungo la linea di vista, la grande massa dei “due occhi” agisce come una lente che ingrandisce e deforma la galassia retrostante.

La curiosa lente gravitazionale osservata dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: NASA & ESA

La curiosa lente gravitazionale osservata dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: NASA & ESA

L’ammasso di galassie si chiama SDSS J1038+4849 e la spettacolare ripresa è stata fatta dal NASA/ESA Hubble Space Telescope. Per saperne di più: A smiling lens.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dallo spazio profondo.

 

Ancora una conferma della Relatività Generale

Dunque Einstein ha ancora ragione, le onde gravitazionali esistono. Ancora non riusciamo ad osservarle, ma osserviamo come i sistemi stellari più estremi perdono energia a causa di esse.  Uno di questi sistemi stellari estremi è PSR J0348+0432, costituito da una stella di neutroni, detta anche pulsar, insolitamente pesante (due volte più del Sole), che ruota su sé stessa 25 volte al secondo e ha un diametro di soli 20 km, e da una nana bianca. Quest’ultima ha un raggio di 45.000 km, appena il 6% del raggio del Sole e una massa di circa 0,17 masse solari. Si tratta di una coppia molto stretta, i due oggetti sono separati da appena 800.000 km, con un periodo orbitale di appena 2,46 ore.

Una ricostruzione del sistema binario, la nana bianca e la pulsar in orbita strettissima. Crediti:ESO/L. Calçada

Una ricostruzione del sistema binario, la nana bianca e la pulsar in orbita strettissima. Crediti:ESO/L. Calçada

Il campo gravitazionale della pulsar è 300 miliardi di volte più intenso di quello terrestre, una condizione estrema. La Relatività Generale prevede che sistemi di questa natura perdano energia attraverso l’emissione di onde gravitazionali. Ebbene, si è misurataal telescopio VLT dell’ESO,  una diminuzione del periodo orbitale di 8,6 microsecondi all’anno e questa diminuzione è in accordo con la prevista perdita di energia. Per saperne di più: Una conferma estrema per la relatività generale

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo

 

Gli occhi terribili di uno space invader ripresi da telescopio Hubble

L’enorme massa dell’ammasso di galassie Abell 68, sommata a quella della materia oscura invisibile, ha prodotto un nuovo effetto lente gravitazionale generando immagini multiple,  ingrandite e distorte di ulteriori galassie molto più lontane. Abel 68 si trova alla ragguardevole distanza di due miliardi di anni luce e consente di osservare galassie lontanissime grazie a questo effetto conseguente alla Relatività Generale di Einstein. Il tutto accade come se Abel 68 fosse il titanico obiettivo di un telescopio cosmico di cui Hubble è l’oculare.  Anche se le immagini così generate di queste galassie lontane sono in genere fortemente deformate, questo processo, chiamato appunto lente gravitazionale, è uno strumento estremamente prezioso in cosmologia, il ramo dell’astronomia che si occupa delle origini e l’evoluzione dell’Universo.

L'immagine dello space invader prodotta dalla lente gravitazionale. Crediti: NASA & ESA. Acknowledgement: N. Rose

L’immagine dello space invader prodotta dalla lente gravitazionale. Crediti: NASA & ESA. Acknowledgement: N. Rose

In questo caso le immagini distorte di galassie distanti sono un esempio particolarmente fine di questo fenomeno. Al centro dell’immagine vi sono un gran numero di galassie “stirate” , allungate in strie quasi rette di luce. Curiosamente, appena sopra e accanto ad una luminosa galassia ellittica in alto a sinistra dell’immagine, si osserva  una galassia a spirale la cui apparente forma è stata sdoppiata specularmente e trasformata nell’immagine di un alieno dalle classiche forme del vecchio videogioco Invaders! Una seconda, immagine meno distorta della galassia stessa appare a sinistra della galassia ellittica. Per saperne di più: Gravitational telescope creates space invader mirage

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.