Van Gogh tra le stelle

Incredibilmente, l’immagine ottenuta dai dati della sonda Planck richiama da vicino il grande pittore e i suoi cieli spettacolari e carichi di mistero. La sonda europea Planck ha il compito di effettuare una sofisticata mappatura della radiazione cosmica di fondo e di tutti i parametri connessi (polarizzazione, campo magnetico ecc.).

Le intricate linee del campo magnetico galattico in Orione. Copyright ESA and the Planck Collaboration

Le intricate linee del campo magnetico galattico in Orione. Copyright ESA and the Planck Collaboration

 

La fotografia divulgata dall’ESA riprende un campo centrato sulla Nebulosa di Orione, mostrandone l’emissione dovuta alle polveri interstellari (il rosso corrisponde ad alta densità, il blu a bassa densità), e l’orientamento del campo magnetico, rappresentato dalle intricate volute di linee. Il risultato è sorprendente. Per saperne di più: STAR FORMATION AND MAGNETIC TURBULENCE IN THE ORION MOLECULAR CLOUD.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Nasce la chioma della cometa di Rosetta.

La chioma e la coda della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko stanno pian piano prendendo forma. Lo documenta bene questa fotografia ripresa dalla sonda Rosetta da 124 km di distanza. La cometa raggiungerà la minima distanza dal Sole (perielio) il prossimo 13 agosto, seguita come un segugio da Rosetta e dal fido Philae che, allora, riscaldato dal Sole si sveglierà dalla sua ibernazione.

La cometa 67/P ripresa dalla sonda Rosetta dalla distanza di 124 km. L'esposizione è stata di 6 secondi. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

La cometa 67/P ripresa dalla sonda Rosetta dalla distanza di 124 km. L’esposizione è stata di 6 secondi. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Seguiteci perché le sorprese non mancheranno. Per saperne di più: NEW PERSPECTIVES – COMETWATCH 6 FEBRUARY.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte la novità dalla sonda Rosetta.

Quale è l’origine dell’acqua dei nostri oceani? I risultati di Rosetta sulla cometa 67/p Churyumov-Gerasimenko riaccendono la discussione su questo interrogativo. Proviene dagli asteroidi, dalle comete? Come si fa a capirlo?. In certo qual modo l’acqua ha una sua “firma”, il rapporto tra il Deuterio, isotopo dell’Idrogeno, e l’Idrogeno stesso (rapporto D/H). Questo rapporto, molto piccolo, sulla Terra è 1.56 ×10–4,  tradotto in parole semplici 1,56 atomi di Deuterio ogni 10.000 atomi di Idrogeno. Lo stesso rapporto misurato dalla missione Rosetta sulla cometa 67/P è 5,3 ogni 10.000, dunque significativamente maggiore, più del triplo. Al contrario, guardando attentamente il grafico, si vede come il rapporto D/H degli asteroidi è molto vicino al valore terrestre (si osservi anche come su Giove e Saturno il rapporto è molto basso). Dunque si rafforza la tesi che l’acqua terrestre si provenuta dall’intenso bombardamento primordiale di asteroidi che ha compito il nostri pianeta soprattutto nei primi due miliardi di anni della sua lunga esistenza.

Il grafico riportato in figura mostra i differenti rapporti D/H riscontrati nel sistema solare. A destra il risultato di Rosetta sulla cometa 67/P. Crediti: ESA/ATG medialab; Cometa: ESA/Rosetta/NavCam; Dati: Altwegg et al. 2014

Il grafico riportato in figura mostra i differenti rapporti D/H riscontrati nel sistema solare. A destra il risultato di Rosetta sulla cometa 67/P. Crediti: ESA/ATG medialab; Cometa: ESA/Rosetta/NavCam; Dati: Altwegg et al. 2014

Il risultato di Rosetta mostra anche come anche nelle comete questo rapporto sia variabile, ad indicare che l’acqua primordiale della nebulosa da cui è nato il nostro sistema solare aveva caratteristiche differenti a distanze differenti dal Sole. Per saperne di più: ROSETTA FUELS DEBATE ON ORIGIN OF EARTH’S OCEANS

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dalla missione Rosetta.

Rosetta aiuta a decifrare i geroglifici

l’Obelisco Philae acquista nuova fama grazie alla missione Rosetta. L’obelisco riporta una iscrizione, in greco antico e con geroglifici, per cui 200 anni fa fu di aiuto a Champollion per decifrare la misteriosa scrittura egizia, grazie anche alla più nota stele di Rosetta. Sull’obelisco è riportata una implorazione al faraone per ottenere una riduzione delle tasse (altro motivo di attualità). Ebbene, la tecnologia fotografica della missione si è resa utile anche per leggere con facilità le iscrizioni dell’obelisco erose da tempo.

Ecco la differenza di leggibilità delle iscrizioni con la fotografia tradizionale e con la tecnologia di Rosetta. Crediti: Ben Altshuler, Oxford University

Ecco la differenza di leggibilità delle iscrizioni con la fotografia tradizionale e con la tecnologia di Rosetta. Crediti: Ben Altshuler, Oxford University

Per saperne di più: Philae Lander, Like Philae Obelisk, Is a Window to the Past

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sulla missione Rosetta.

Il rimbalzo di Philae

Incredibile ma vero, dalle fotografie riprese da Rosetta, i tecnici dell’ESA sono riusciti a ricostruire gli ultimi minuti del volo di Philae e il suo primo rimbalzo. Nell’immagine, ottenuta con un mosaico di foto riprese da Rosetta, dal box in basso a sinistra, delle 15.14, fino al terzo box, delle 15.23, vediamo Philae che scende verso il punto prestabilito, quello del quarto box delle 15.43 dove ha toccato la superficie della cometa rimbalzando. Nel quinto box si vede Philae in volo verso il secondo punto di rimbalzo, ancora non individuato. Il team di Rosetta è ancora al lavoro per individuare il secondo punto di rimbalzo e infine il punto dove si trova Philae. Intanto è incorso  l’elaborazione dei dati inviati da Philae nelle circa 60 ore di lavoro che le batterie di bordo gli hanno concesso.

La sequenza che mostra la discesa di Philae e, in alto a destra, il lander in volo dopo il suo primo rimbalzo. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

La sequenza che mostra la discesa di Philae e, in alto a destra, il lander in volo dopo il suo primo rimbalzo. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/ DASP/IDA

Intanto è incorso  l’elaborazione dei dati inviati da Philae nelle circa 60 ore di lavoro che le batterie di bordo gli hanno concesso. Sotto questo profilo, la spettacolare missione Rosetta non mancherà di stupirci con i suoi risultati. Per saperne di più: OSIRIS SPOTS PHILAE DRIFTING ACROSS THE COMET.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità da Rosetta.

Il lander Philae sta scendendo sulla cometa

In queste ore, il lander Philae, lasciata la sonda madre Rosetta, sta percorrendo i pochi chilometri che la separano dal nucleo della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Secondo i dati altimetrici tutto procede bene, ma non è una avventura facile, tutt’altro. Infatti, mentre Philae si avvicina, la cometa ruota e il suo nucleo, come potete vedere dall’immagine, è molto irregolare. Se tutto sarà andato alla perfezione,  toccherà il suolo in una zona pianeggiante. La probabilità di successo è stimata al 70-75%, quindi incrociamo le dita.

Il nucleo della cometa 67/P comparato al centro di Roma. La sua forma irregolare rende più difficile la missione. Crediti: ESA/Rosetta/Navcam; Map data ©2014 Google, Bluesky

Il nucleo della cometa 67/P comparato al centro di Roma. La sua forma irregolare rende più difficile la missione. Crediti: ESA/Rosetta/Navcam; Map data ©2014 Google, Bluesky

L’atterraggio dovrebbe concludersi alle 17.02 di oggi, ma avremo conferma dopo mezzora, tanto è il tempo che il segnale impiega a percorrere il mezzo miliardo di km di distanza dalla Terra. Per saperne di più: Rosetta mission livestream.

Ma soprattutto venite al Planetario questa sera per seguire lo speciale dedicato alla missione Rosetta.

Come nasce la coda di una cometa

Ecco la coda della cometa mentre si forma. Lo vediamo nell’ultima immagine inviataci dalla sonda Rosetta, che si trova ormai a quasi 10 km dal nucleo della cometa 67/P Churyumov–Gerasimenko. Malgrado l’enorme distanza dal Sole, circa 450 milioni di km, si può vedere come la radiazione solare provochi l’emissione di sostanze volatili dalla parte centrale del nucleo, che lentamente si sta consumando.

Il primo piano della zona attiva del nucleo della cometa. Crediti: ESA-Rosetta team

Il primo piano della zona attiva del nucleo della cometa. Crediti: ESA-Rosetta team

Mancano ormai pochi giorni all’atterraggio del lande Philae su questo piccolo e gelido corpo celeste. Per saperne di più: Rosetta Mission.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Nuovo selfie di Rosetta a 16 km dalla cometa

Prosegue il lento avvicinamento di Rosetta alla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Ecco l’ultimo selfie scattato dalla sonda a soli 16 dal nucleo. Si noti il getto di gas che emerge dalla cometa. Il prossimo 12 novembre verrà raggiunta dal lander Philae.

Il pannello solare di Rosetta e, sullo sfondo, la cometa. Crediti: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Il pannello solare di Rosetta e, sullo sfondo, la cometa. Crediti: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Per saperne di più: Rosetta mission selfie at comet

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sulla missione Rosetta.

 

Cheops in primo piano

Questo non è un masso qualsiasi, è Cheops, un macigno che si trova sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La foto è stata realizzata dalla sonda europea Rosetta, che ormai si trova a soli 28 km dal nucleo della cometa. Cheops ha una lunghezza di 45 metri e si trova nel lobo più grande della cometa. Il nome gli è stato attribuito per la sua imponenza.

Il gigantesco macigno Cheops, ripreso dalla sonda Rosetta. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Il gigantesco macigno Cheops, ripreso dalla sonda Rosetta. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Sulla natura del macigno e della pianura su cui è poggiato sappiamo poco, si spera che le risposte vengano da Philae, il lander che atterrerà sulla cometa nei prossimi giorni. Per saperne di più: Primo piano del macigno

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dalla missione Rosetta.

Come nasce la coda della cometa

Le nuove spettacolari immagini inviate dalla sonda Rosetta mostrano i getti di vapore che andranno a formare la coda della cometa. La sonda è in orbita attorno al nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dallo scorso mese di agosto, dopo 10 anni di trasvolata interplanetaria.

L'immagine composita che mostra il getto di vapore e gas emesso dal nucleo cometario. Crediti: ESA-Rosetta

L’immagine composita che mostra il getto di vapore e gas emesso dal nucleo cometario. Crediti: ESA-Rosetta

Nel prossimo novembre la sonda rilascerà il lander Philae che atterrerà sulla cometa. Per saperne di più: La cometa di Rosetta accende i suoi jets.

Ma soprattutto venite al planetario, vi aggiorneremo  su tutte le novità dal cielo profondo