Fotografato l’esopianeta più vicino

E’ stato fotografato l’espianeta più vicino. Si tratta di VHS 1256b, lontano da noi 40 anni luce e orbitante attorno a una stella nana rossa molto giovane. Del pianeta è stata ottenuta l’immagine e lo spettro dal quale, malgrado la temperatura ancora molto alta, è stata rilevata la presenza di vapore acqueo e di metalli leggeri.

L'immagine del pianeta e lo spettro registrato. Crediti: Gabriel Pérez, SMM (IAC)

L’immagine del pianeta e lo spettro registrato. Crediti: Gabriel Pérez, SMM (IAC)

L’osservazione è stata fatta al GTC-Gran Telescopio Canarias, collocato a 2400 metri a Las Palmas. Per saperne di più: L’esopianeta più vicino fotografato.

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

 

In vacanza su pianeti alieni

Volete una vacanza davvero diversa dal solito? Andate sull’esopianeta Kepler 16B, anche se sarete soli, la vostra ombra sarà sempre in buona compagnia, infatti sarete illuminati da due soli. Oppure andate su Kepler 186F, dove l’erba del vicino è sempre più rossa, perché orbita attorno a una stella nana rossa e tale potrebbe essere il colore della vegetazione dominante.

Il poster promozionale di Kepler 16B. Crediti: JPL / NASA.

Il poster promozionale di Kepler 16B. Crediti: JPL / NASA.

La NASA ha lanciato questa insolita campagna con tanto di poster pubblicitari a fini  promozionali. Per saperne di più: Esopianeti: la tua prossima vacanza inizia qui.

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo sulle opportunità del turismo spaziale!

Una stella con 5 pianeti rocciosi.

Il sistema solare Kepler 444 ha cinque pianeti di dimensioni comparabili con la Terra. È tra i più vecchi sistemi solari conosciuti, ha infatti la rispettabile età di 11,5 miliardi di anni e, quando si è formato, l’universo aveva soltanto 2,2 miliardi di anni. Distante da noi 117 anni luce, la stella è una nana rossa e le orbite dei cinque pianeti sono piuttosto strette, inferiori a un quinto dell’orbita di Mercurio.

Il sistema Kepler 444 in una rappresentazione artistica. Crediti: Tiago Campante/Peter Devine

Il sistema Kepler 444 in una rappresentazione artistica. Crediti: Tiago Campante/Peter Devine

Un sistema dunque troppo caldo perché possa ospitare la vita. Tuttavia la scoperta conferma il fatto che i pianeti possono essersi formati anche diversi miliardi di anni prima della Terra e che quindi la vita nell’universo può essere comparsa qua e là in epoche molto distanti.  Per saperne di più: Un’altra Terra e un altro Sole?

 

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui pianeti extrasolari.

Tre nuovi pianeti extrasolari

Tre nuovi pianeti sono stati scoperti dalla sonda Kepler della NASA. La scoperta è stata fatta nella nuova configurazione della missione, dopo che la sonda aveva subito l’avaria di due giroscopi su quattro, con pregiudizio della stabilità e precisione di puntamento. I tre nuovi pianeti sono quindi un successo della riconfigurazione della missione, chiamata K2. La stella in questione si chiama EPIC 201367065, è una nana rossa con circa la metà della massa del Sole e dista circa 150 anni luce da noi. Rientra nella top 10 dei sistemi solari più vicini. I tre pianeti misurano rispettivamente 2,1, 1,7 e 1,5 volte il diametro terrestre. Il più piccolo è nella zona abitabile, alla giusta distanza dalla stella che determina condizioni di temperatura superficiale simili al nostro pianeta.

Un sistema alieno, visto dall'artista Dan Durda.

Un sistema alieno, visto dall’artista Dan Durda.

Si ritiene, in base al numero di pianeti trovati nella zona abitabile, che nella Via Lattea possano esservi almeno 40 miliardi di tali pianeti. Per saperne di più: Three nearly Earth-size planets found orbiting nearby star

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui pianeti extrasolari.

Scoperto il millesimo pianeta extrasolare dalla sonda Kepler

La scoperta del millesimo pianeta estrasolare accertato è stata annunciata dal team della sonda Kepler della NASA. A questi si aggiungono oltre 4000 candidati pianeti in corso di verifica e di conferma. Le scoperte sono tutte riferite a un campione di 150.000 stelle che la sonda ha monitorato per circa 4 anni. Tre dei nuovi pianeti confermati sono nella zona abitabile, cioè alla distanza dalla stella madre compatibile con temperature di 15°C, come la Terra. Di questi tre, due sono rocciosi, di tipo terrestre. Si chiamano Kepler-438b (distante 475 anni luce) e Kepler-442b (distante 1.100 anni luce).

Gli ultimi pianeti extrasolari di tipo terrestre confrontati con la Terra. Crediti: NASA-Kepler team

Gli ultimi pianeti extrasolari di tipo terrestre confrontati con la Terra. Crediti: NASA-Kepler team

Entrambi sono poco più grandi della Terra, 1,5 volte il primo e 1,33 volte il secondo. Per saperne di più: NASA’s Kepler Marks 1,000th Exoplanet Discovery, Uncovers More Small Worlds in Habitable Zones

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui pianeti extrasolari.

Primo piano di un sistema solare in formazione

Ecco l’immagine di un sistema solare in formazione. È  è la più nitida mai scattata da ALMA, addiritura  più nitida di quanto normalmente realizzato in luce visibile con il telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA. Essa mostra il disco protoplanetario che circonda la giovane stella HL Tauri, ubicata nella costellazione del Toro a 450 anni luce da noi. Le osservazioni rivelano sottostrutture all’interno del disco che non sono mai state viste prima e anche le possibili posizioni dei pianeti che si stanno formano nelle zone scure all’interno del sistema.

Il proto sistema solare HL Tauri, ripreso dal radiotelescopio ALMA. Si vedono i dischi che daranno origine ai pianeti. Crediti:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)

Il proto sistema solare HL Tauri, ripreso dal radiotelescopio ALMA. Si vedono i dischi che daranno origine ai pianeti. Crediti:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)

In questa immagine sono indicate le varie strutture identificate nel sistema HL Tauri. Per saperne di più: Immagine rivoluzionaria di ALMA svela la genesi dei pianeti

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

Acqua nell’esopianeta HAT-P11 b.

Nell’atmosfera del pianeta extasolare HAT-P-11b è stata accerta la presenza di acqua. Si tratta di un pianeta poco più grande di Nettuno, orbitante attorno ad una stellina più piccola del Sole, situata nella costellazione del Cigno a 120 anni luce da noi. «HAT-P-11b è un pianeta di dimensione e massa poco più grandi di quelle di Nettuno – commenta Isabella Pagano, ricercatrice dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Catania ed esperta di pianeti extra sistema solare – che orbita a distanza ravvicinata attorno a una stella più fredda del Sole. Un anno su HAT-P-11b dura poco meno di 5 dei nostri giorni.  É la prima volta che si riesce a misurare la presenza di vapor d’acqua nell’atmosfera di un pianeta di questa taglia. Questo è stato possibile grazie ai dati raccolti da ben tre satelliti: Hubble, Spitzer e Kepler.

L'esopianeta HAT-P-11b mentre transita davanti alla sua stella. Crediti: NASA/JPL-Caltech

L’esopianeta HAT-P-11b mentre transita davanti alla sua stella. Crediti: NASA/JPL-Caltech

In particolare, l’uso dei dati ad altissima precisione fotometrica di Kepler, combinati ai dati infrarossi di Spitzer, ha permesso di escludere che la banda del vapor d’acqua osservata con Hubble fosse generata dalle macchie, simili alle macchie solari, che sono presenti sulla superficie  della stella. Senza questo riscontro, l’attribuzione del vapor d’acqua alla atmosfera del pianeta sarebbe rimasta molto dubbia». Per saperne di più: Uno spettro di vapore

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità da cielo profondo.

 

Il pianeta abitabile Gliese 832c

La fotografia mostra il pianeta Gliese 832c confrontato con la Terra. È un pianeta abitabile che dovrebbe possedere un clima temperato, anche se, per ora, non abbiamo informazioni sulla sua atmosfera e sulla presenza di acqua.

Il pianeta Gliese 832c confrontato con la Terra. Crediti: PHL @ UPR Arecibo

Il pianeta Gliese 832c confrontato con la Terra. Crediti: PHL @ UPR Arecibo

Questo pianeta ha un coefficiente ESI (Earth Similarity Index) di 0,81 e ha un compagno gigante gassoso in orbita lontana. Per saperne di più: Higher scorer on the easy scale: Gliese 832c and potential habitability

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

 

L’occhio di Sauron visto da SPHERE

Ricordate il terribile occhio di Sauron, nel film Il Signore degli anelli? Eccolo, lo ha visto SPHERE, lo strumento Exoplanet Research Spectro-Polarimetric, installato il mese scorso sul Very Large Telescope dell’ESO in cima Cerro Paranal in Cile. Si tratta della stella HR 4796A, magnificamente decorata da un anello di polvere. Per un tipico telescopio ottico, il centro scuro di HR 4796A è un disco ardente di luce stellare che impedisce di vedere il debole bagliore dell’anello di polvere. SPHERE filtra opportunamente la luce della stella consentendo di acquisire immagini eccezionalmente nitide come questa.

La stella HR 4796A col suo anello di polvere. Crediti: ESO/J.L. Beuzit et al./SPHERE Consortium

La stella HR 4796A col suo anello di polvere. Crediti: ESO/J.L. Beuzit et al./SPHERE Consortium

Lo strumento corregge anche gli effetti dell’atmosfera terrestre e può distinguere tra luce stellare e la luminosità di un pianeta, sulla base del colore e della polarizzazione della luce. Grazie a queste notevoli prestazioni  tecniche, SPHERE potrà scoprire pianeti in orbita attorno a stelle lontane e studiarli con chiarezza spettacolare.  Per saperne di più: Prima Luce per SPHERE che fotograferà gli esopianeti

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

 

Misurata la durata del giorno su un pianeta extrasolare

Alcune osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO hanno determinato, per la prima volta, la velocità di rotazione di un esopianeta. Il giorno di Beta Pictoris b risulta essere di sole otto ore, molto più veloce dei pianeti del Sistema Solare – il suo equatore si muove a quasi 100 000 chilometri all’ora. Questo nuovo risultato estende agli esopianeti la relazione tra la massa e la rotazione osservata nel Sistema Solare. Tecniche simili permetteranno in futuro agli astronomi di produrre mappe dettagliate degli esopianeti con il telescopio E-ELT (European Extremely Large Telescope).

Il pianteta Beta Pictoris b del quale è stata per la prima volte misurata la durata del giorno. Crediti: ESO

Il pianteta Beta Pictoris b del quale è stata per la prima volte misurata la durata del giorno. Crediti: ESO

L’esopianeta Beta Pictoris b è in orbita intorno alla stella Beta Pictoris, visibile a occhio nudo, che si trova a circa 63 anni luce dalla Terra nella costellazione australe del Pittore. Questo pianeta è stato scoperto quasi sei anni fa ed è stato uno dei primi esopianeti di cui è stata ottenuta un’immagine diretta. Orbita a una distanza di circa otto volte la distanza Terra-Sole dalla stella madre (eso1024) – diventando così l’esopianeta più vicino a una stella di cui si stata ottenuta l’immagine. Per saperne di più: Misurata per la prima volta la lunghezza del giorno su un esopianeta

Ma soprattutto venite al planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.