Un fantasma si aggira per la galassia

Il fantasma di una galassia nana si aggira per la Via Lattea. Alcune anomalie nella distribuzione delle stelle nella nostra galassia suggeriscono che sia in fase conclusiva la collisione di una galassia nana con la Via Lattea iniziata diverse centinaia di milioni di anni fa. Analizzando i dati relativi al programma Sloan Digital Sky Survey dello scorso anno, col tracciamento delle posizioni di 300.000 stelle entro 3000 anni luce dal Sole, un gruppo di astronomi dell’Università del Kentuky è arrivato alla conclusione che le asimmetrie nella distribuzione delle stelle sono dovute alla collisione cosmica con una piccola galassia. Di questo evento resta una perturbazione che si è tradotta in una oscillazione simile ad un’onda nella distribuzione delle stelle su un lato della Via Lattea.

Una splendida immagine della Via Lattea ripresa dal Sud Africa. A sinistra sono visibili le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra. Crediti: Florian Breuer

Una splendida immagine della Via Lattea ripresa dal Sud Africa. A sinistra sono visibili le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra. Crediti: Florian Breuer

Si ritiene che il processo si smorzerà ripristinando la simmetria tra le due metà, settentrionale e meridionale, della nostra galassia entro il “breve” lasso di tempo di 100 milioni di anni. Per saperne di più: Cosmic poltergeist messed up Milky Way

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Come è distribuita la materia oscura nelle piccole galassie

Gli astronomi dell’Università di Austin (Texas) ritengono di aver trovato la risposta a 20 anni di dibattito sulla distribuzione della misteriosa materia oscura nelle piccole galassie. I ricercatori hanno dimostrato che la distribuzione, mediamente, segue una semplice legge di diminuzione dal centro della galassia verso l’esterno, anche se l’esatta distribuzione talvolta cambi da galassia a galassia. La materia oscura non interagisce col campo elettromagnetico e si rende “visibile” solo dai suoi effetti gravitazionali. In una galassia come la Via Lattea è presente in misura 20 volte superiore alla materia ordinaria, ma le galassie nane questo rapporto sale a 1000 volte.

La galassia nana della Fornace, oggetto dello studio, si trova a soli 460 mila anni luce dalla Terra. Crediti: ESO/Digitized Sky Survey 2

La galassia nana della Fornace, oggetto dello studio, si trova a soli 460 mila anni luce dalla Terra. Crediti: ESO/Digitized Sky Survey 2

Per questa ragione lo studio si è concentrato sulla galassia nana della costellazione della Fornace, riportando i dati osservativi su una simulazione matematica che è stata elaborata da un potente calcolatore dell’Università texana, basato su 5850 processori e capace di 62 trilioni di operazioni al secondo in virgola mobile. I risultati saranno pubblicati oggi su Astrophysical Journal Letters. Per saperne di più: Astronomers unravel 20-year dark matter mystery with new computer models

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Scoperta una nuova vicina della Via Lattea

Mentre negli ultimi anni si sono moltiplicate le scoperte di galassie lontanissime, formatesi appena 400 milioni di anni dopo il Big Bang, ne è stata scoperta una vicina alle porte di casa, si fa per dire, ad appena 5-6 milioni di anni luce da noi. Si trova nella costellazione del Leone, da cui il suo nome: Leo P. È una galassia nana e sembra aver avuto una storia travagliata, segnata da diverse interazioni con altre galassie, per cui si ritiene possibile la scoperta di ulteriori nuove galassie nane nei nostri dintorni cosmici.   La scoperta è stata fatta alla Cornell University con i telescopi ottici di Kitt Peak, dopo una prima osservazione di una nube di idrogeno al radiotelescopio di Arecibo.

La galassia nana Leo P, piccola ma caratterizzata dalla presenza di numerose stelle giovani. Crediti: Katherine L. Rhode et al. in The Astronomical Journal, vol. 145, page 149; 2013.

La galassia nana Leo P, piccola ma caratterizzata dalla presenza di numerose stelle giovani. Crediti: Katherine L. Rhode et al. in The Astronomical Journal, vol. 145, page 149; 2013.

La presenza di numerose stelle giovani blu porta a pensare al suo passato di interazioni con altre galassie. Le ridotte dimensioni di Leo P non favoriscono la scoperta di oggetti simili, che sono molto deboli, ma si tratta di oggetti importanti perché ci permettono di ricostruire la storia della nostra galassia e delle sue vicine.  Per saperne di più: Astronomers Discover New Neighbor Galaxy to the Milky Way

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