Un piccolo buco nero più luminoso del previsto

Un buco nero di massa stellare emette più radiazione x del previsto. Quale sarà la ragione? Si chiama ULX-1 e si trova nella galassia M101, a 21 milioni di anni luce da noi nella costellazione dell’Orsa Maggiore. Ha una massa stimata di 20-30 masse solari e, rubando continuamente materia ad una stella compagna vicina, comprime questa materia nel suo disco di accrescimento riscaldandola fino alla emissione di raggi x. Il problema è che ULX-1 emette troppa radiazione, peraltro con caratteristiche simili alle emissioni da parte di buchi neri di massa molto maggiore.

Il buco nero ULX-1 è ubicato in un braccio della galassia M101. L'immagine è il risultato delle riprese di ben quattro differenti telescopi. CreditiChandra X-ray Observatory, Spitzer Satellite, Hubble Space Telescope, and GALEX Satellite.

Il buco nero ULX-1 è ubicato in un braccio della galassia M101. L’immagine è il risultato delle riprese di ben quattro differenti telescopi. CreditiChandra X-ray Observatory, Spitzer Satellite, Hubble Space Telescope, and GALEX Satellite.

Gli astronomi sono al lavoro per decifrare questo puzzle che appare cruciale per comprendere l’evoluzione dei buchi neri. Per saperne di più: Downsized black hole is much brighter than it should be

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui buchi neri.

La più grande galassia a spirale conosciuta

La spettacolare galassia a spirale barrata NGC 6872 è stata da tempo considerata uno dei più grandi sistemi stellari. Ora, con le nuove osservazioni, è riconosciuta come la più grande in assoluto tra le galassie a spirale, con un diametro maggiore di 522.000 anni luce, cinque volte il diametro della nostra Via Lattea. Ciò è stato reso possibile grazie alle capacità del telescopio orbitante GALEX, molto sensibile alla luce ultravioletta emessa dalle stelle giovani e molto calde.

La grande Galassia a spirale NGC 6872. Crediti: NASA's Goddard Space Flight Center/ESO/JPL-Caltech/DSS

La grande Galassia a spirale NGC 6872. Crediti: NASA’s Goddard Space Flight Center/ESO/JPL-Caltech/DSS

Questa immagine della galassia NGC 6872 è il risultato del lavoro di tre differenti Osservatori astronomici: l’ European Southern Observatory’s Very Large Telescope (in luce visibile), NASA’s GALEX  (nell’ultravioletto) e NASA’s Spitzer Space Telescope nell’infrarosso. Vi compare, solo nell’ultravioletto, una inattesa galassia nana distorta dalle forze di marea, chiamata IC 4970. L’inusuale dimensione e l’aspetto della galassia sono dovuti alla interazione con la molto più piccola galassia discoidale IC 4970, che ha solo un quinto della massa di NGC 6872. L’intero sistema si trova alla distanza di 212 milioni di anni luce da noi, nella direzione della costellazione meridionale del Pavone. Le grandi galassie, e tra queste la Via Lattea, si sono formate attraverso lente e progressive acquisizioni e fusioni di galassie minori. Questo processo è tuttora in corso in NGC 6872.

Credit: NASA's Goddard Space Flight Center, after C. Horellou (Onsala Space Observatory) and B. Koribalski (ATNF)

La simulazione al computer della interazione tra le due galassie. Crediti: NASA’s Goddard Space Flight Center, after C. Horellou (Onsala Space Observatory) and B. Koribalski (ATNF)

Le simulazioni al computer della collisione tra NGC 6872 e IC 4970 riproducono l’aspetto basilare che si osserva oggi. Mostrano che l’incontro più ravvicinato con la galassia minore è avvenuto 130 milioni di anni fa e che IC 4970 seguiva una traiettoria complanare alla galassia maggiore e nella stessa direzione della sua rotazione. La maggiore luminosità della galassia nana nell’ultravioletto è dovuta alla presenza di stelle giovani e massicce, non più vecchie di 200 milioni di anni (il Sole ha almeno 4,5 miliardi di anni). Lo studio ha mostrato chiaramente una differenza nella età delle stelle nella zona coinvolta dalla interazione tra le due galassie. Al contrario, la parte centrale di NGC 6872 non mostra segni di formazione stellare recente e le stelle che gli appartengono si sono formate alcuni miliardi di anni fa. Si tratta dunque di una popolazione stellare preesistente all’incontro ravvicinato che è tuttora in corso. Per saperne di più: NASA’s GALEX Reveals the Largest-Known Spiral Galaxy

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