Ancora una conferma della Relatività Generale

Dunque Einstein ha ancora ragione, le onde gravitazionali esistono. Ancora non riusciamo ad osservarle, ma osserviamo come i sistemi stellari più estremi perdono energia a causa di esse.  Uno di questi sistemi stellari estremi è PSR J0348+0432, costituito da una stella di neutroni, detta anche pulsar, insolitamente pesante (due volte più del Sole), che ruota su sé stessa 25 volte al secondo e ha un diametro di soli 20 km, e da una nana bianca. Quest’ultima ha un raggio di 45.000 km, appena il 6% del raggio del Sole e una massa di circa 0,17 masse solari. Si tratta di una coppia molto stretta, i due oggetti sono separati da appena 800.000 km, con un periodo orbitale di appena 2,46 ore.

Una ricostruzione del sistema binario, la nana bianca e la pulsar in orbita strettissima. Crediti:ESO/L. Calçada

Una ricostruzione del sistema binario, la nana bianca e la pulsar in orbita strettissima. Crediti:ESO/L. Calçada

Il campo gravitazionale della pulsar è 300 miliardi di volte più intenso di quello terrestre, una condizione estrema. La Relatività Generale prevede che sistemi di questa natura perdano energia attraverso l’emissione di onde gravitazionali. Ebbene, si è misurataal telescopio VLT dell’ESO,  una diminuzione del periodo orbitale di 8,6 microsecondi all’anno e questa diminuzione è in accordo con la prevista perdita di energia. Per saperne di più: Una conferma estrema per la relatività generale

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo

 

La danza dei buchi neri

Nella galassia NGC 6240 sono stati scoperti due giganteschi buchi neri orbitanti uno intorno all’altro. La distanza tra loro è di circa 3000 anni luce e sono destinati a fondersi insieme entro qualche milione di anni, in una lenta ma inesorabile danza a spirale destinata in futuro ad essere sempre più veloce e parossistica. La scoperta è stata fatta dalle osservazioni del satellite a raggi X Chandra della NASA. Si ritiene che la formazione di buchi neri multipli sia abbastanza comune nell’universo, dal momento che numerose galassie subiscono processi di fusione con altre galassie, la maggior parte delle quali posseggono buchi neri supermassicci. La presenza di coppie di buchi neri supermassicci può spiegare l’osservazione della distorsione e  piegamento dei potenti getti  che producono. Capire cosa succede quando questi oggetti esotici interagiscono tra loro è questione di grande importanza per gli scienziati. L’interesse per i processi di fusione di coppie di buchi neri è dovuto al fatto che sono le sorgenti più potenti di onde gravitazionali, probabilmente gli unici eventi in cui è possibile osservarle con le nostre tecnologie.

La Galassia NGC 6240

La Galassia NGC 6240 che ospita i due buchi neri danzanti.  Crediti: Immagine a raggi X: NASA / CXC / MIT / C.Canizares, M.Nowak, Ottica: NASA / STScI

Questa fotografia della galassia NGC 6240 è il risultato della combinazione di una immagine a raggi X ripresa dalla sonda Chandra (al centro in rosso, arancio e giallo) e di una ripresa nel visibile effettuata dal Telescopio Spaziale Hubble della NASA.

Per saperne di più: Black Holes Go ‘Mano a Mano’

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sui Buchi Neri.