Rolling stones su Marte ?

Una pietra che rotola su Marte nella regione la regione Nili Fossae. Cosa l’ha messa in movimento ? Un martemoto ? la caduta di un meteorite? Il disgelo di un substrato ghiacciato ? può essere stato un fenomeno recente, anche se, nel caso di Marte, il termine recente ha un significato diverso per via della bassa attività atmosferica e geologica, il che può significare anche qualche secolo.

La traccia lasciata dal macigno rotolato giù per il pendio marziano. NASA/JPL-Caltech/University of Arizona)

La traccia lasciata dal macigno rotolato giù per il pendio marziano. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona)

Il fatto non è sfuggito alla fotocamera HiRISE della sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. La foto mostra un masso di un paio di metri che è rotolato giù da un pendio, mostrando una traccia frastagliata dovuta alla sua forma non regolare. Per saperne di più: Are the gods playing marbles on Mars?

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità da pianeta rosso.

17 miliardi di pianeti di tipo terrestre nella Via Lattea

E’ quanto risulta da uno studio della NASA che ha ieri comunicato un’analisi globale dei pianeti extrasolari scoperti in due anni di attività della sonda Kepler. Risulta che il 50% delle stelle hanno pianeti di tipo terrestre o più grandi in orbite strette. Considerando anche i pianeti di dimensioni maggiori trovati in orbite più ampie di quella terrestre, questo numero arriva al 70%. Praticamente tutte le stelle di tipo solare hanno pianeti e il 17% delle stelle hanno pianeti di 0,8-1,25 volte la dimensione della Terra in orbite di 85 giorni o meno, dunque pianeti estremamente caldi. La stessa frazione di stelle risulta avere pianeti mini-nettuniani (2-4 volte la Terra) in orbite fino a 250 giorni, di poco maggiori all’orbita di Venere, anche questi dunque molto caldi. I pianeti più grandi sono molto meno comuni. Soltanto il 3% delle stelle hanno pianeti Nettuniani (4-6 volte la Terra), e soltanto il 5 % delle stelle ha pianeti giganti gassosi (6-22 volte la Terra) in orbite di 400 giorni o meno, cioè a distanza dalla propria stella equivalente a quella della Terra dal Sole.  Dunque, limitandoci al solo dato del 17% riferito a stelle con pianeti di tipo terrestre caldi, sulla base di almeno 100 miliardi di stelle della Via Lattea, si ottengono 17 miliardi di pianeti.

La distribuzione dei nuovi pianeti extrasolari.Crediti: NASA/Kepler mission

La distribuzione, per dimensioni, dei nuovi pianeti extrasolari.Crediti: NASA/Kepler mission

È stata inoltre annunciata la scoperta di 461 nuovi potenziali pianeti (in attesa di conferma) dei quali quattro sono di tipo terrestre con dimensioni doppie rispetto alla Terra e orbitanti nella zona abitabile, la zona del sistema planetario dove può esistere acqua liquida sulla superficie di un pianeta.

Le osservazioni della sonda Kepler risalgono al periodo Maggio 2009 – Marzo 2011, e i ritrovamenti mostrano una crescita stabile nel numero dei pianeti di piccola dimensione e nelle stelle con più di un pianeta.  Dalla pubblicazione del primo catalogo Kepler nel febbraio 2012, il numero di pianeti potenziali (detti candidati) scoperti nei dati rilevati dalla sonda è cresciuto del 20% raggiungendo un totale di 2740 candidati orbitanti su 2036 stelle.  L’incremento più straordinario è stato nella scoperta di pianeti di tipo Terra e super-Terra, il cui numero è cresciuto del 43% e del 21% rispettivamente.  Nel contempo il numero di stelle con più di un pianeta candidato è passato da 365 a 467 e, ad oggi, il 43% dei pianeti candidati hanno altri pianeti vicini. Questo implica che una frazione sostanziale degli esopianeti  risiede in sistemi solari multi-planetari, in analogia al nostro sistema solare.

 

Distribuzione delle setelle contenenti i vari tipi di pianeti. NASA/Kepler mission

Distribuzione delle stelle contenenti i vari tipi di pianeti. NASA/Kepler mission

Il metodo di osservazione della sonda Kepler si basa sui transiti cioè sul fatto che un pianeta, con orbita giacente lungo la linea di osservazione, prima o poi transiterà davanti alla stella occultandone in minima parte la luminosità. Di conseguenza per i pianeti aventi raggio orbitale come quello della Terra o superiore, sono necessari uno o più anni di osservazione per rilevarli. Sono poi necessarie ulteriori analisi ed osservazioni per confermare il pianeta. Agli inizi del 2012, erano stai confermati 33 nuovi candidati, ad oggi il numero e arrivato a 105 conferme. Dice Steve Howell, della missione Kepler, “ il problema non è se troveremo un pianeta analogo alla Terra, ma quando lo troveremo”. Per saperne di più: Announcing 461 New Kepler Planet Candidates

Ma sopratutto venite al Planetario, potrete assistere allo show sulla scoperta dei pianeti extrasolari.

 

 

 

 

Un nuovo sistema solare

Un team di ricercatori, del MIT e dell’Università della California a Santa Cruz, ha individuato il primo sistema di pianeti extrasolari, a 10.000 anni luce di distanza, con orbite regolarmente allineate simili a quelle del nostro sistema solare. Al centro di questo sistema è la lontana Kepler-30, una stella brillante e massiccia come il sole. Dopo aver analizzato i dati del telescopio spaziale Kepler della NASA, gli scienziati del MIT e i loro colleghi hanno scoperto che la stella, proprio come il sole, ruota attorno ad un asse verticale e che i suoi tre pianeti hanno orbite che sono tutte sullo stesso piano. La stella presenta anche delle grandi macchie solari.

Il sistema Kepler 30 (crediti: Cristina Sanchis Ojeda)

Nell’immagine, il pianeta Kepler-30c sta transitando su una delle macchie solari di grandi dimensioni che spesso appaiono sulla superficie della stella. Gli autori hanno utilizzato questi eventi per dimostrare che le orbite dei pianeti (tre linee di colore) sono allineate con la rotazione della stella (freccia bianca).

Per saperne di più: A far-off solar system, da NASA Kepler.

Ma soprattutto venite al Planetario, lo show sui pianeti extra solari vi aggiornerà su quanto è stato scoperto fino ad ora.