I buchi neri plasmano l’universo?

Sorprendente scoperta al VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile: una equipe di ricercatori europei ha osservato un allineamento tra le strutture a grande scala dell’universo e gli assi di rotazione dei buchi neri supermassicci dei nuclei delle galassie lontane attive, chiamate quasar. L’equipe ha anche scoperto che l’asse di rotazione di questi quasar tende ad essere allineato con le vaste strutture della rete cosmica in cui essi risiedono.   I buchi neri dei quasar sono circondati da dischi in rotazione di materiale molto caldo, in genere associato a potenti getti allineati lungo l’asse di rotazione. La luce emessa dal quasar spesso supera quella di tutte le stelle della galassia messe insieme.  È  noto da tempo che la distribuzione delle galassie su scale di miliardi di anni luce non sia uniforme. Formano una rete cosmica di filamenti e grumi intorno a enormi vuoti dove le galassie sono rare. Questa disposizione bella e affascinante è nota come struttura a grande scala.

Simulazione che mostra l'orientamento degli assi dei quasar con le strutture a grande scala dell'universo. Crediti: ESO/M. Kornmesser

Simulazione che mostra l’orientamento degli assi dei quasar con le strutture a grande scala dell’universo. Crediti: ESO/M. Kornmesser

I nuovi risultati del VLT indicano che l’asse di rotazione dei quasar tende a essere parallelo alle strutture a grande scala a cui appartengono. E perciò, se i quasar si trovano in un lungo filamento, allora lo spin (asse di rotazione) del buco nero centrale punta lungo il filamento. I ricercatori stimano che la probabilità che questi allineamenti siano casuali è meno dell’1%.  Per saperne di più: Bizzarro allineamento dei quasar su distanze di miliardi di anni luce.

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La migliore immagine del quasar 3C 273

È uno degli oggetti più luminosi dell’universo, si chiama 3C 273 ed è un quasar che si trova a 2,5 miliardi di anni luce di distanza, nella costellazione della Vergine. Questa splendida immagine ripresa dal Telescopio Spaziale spiega bene l’origine del nome quasar, abbreviazione di “quasi-stellar radio source”, ovvero radiosorgente quasi stellare. Si tratta di una galassia ellittica con un buco nero centrale talmente attivo da offuscare la luce dell’intera galassia.

Il quasar 3C 273 e il suo getto di materia. Crediti: ESA/Hubble & NASA

Il quasar 3C 273 e il suo getto di materia. Crediti: ESA/Hubble & NASA

Il buco nero emette dei getti di materia e di particelle cariche e uno di questi può essere osservato sulla sinistra del nucleo brillante, esteso circa 200.000 anni luce. Malgrado la grande distanza, può essere visto facilmente come una stellina all’oculare di un telescopio da 250 mm di diametro. Per saperne di più: Best image of bright quasar 3C 273

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Una esplosione davvero esagerata

La più potente esplosione cosmica mai osservata è stata ieri comunicata dagli astronomi dell’ESO. È stata osservata con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, in un lontano quasar. I quasar sono oggetti straordinariamente luminosi e lontanissimi (miliardi di anni luce), non a caso il loro nome deriva dalla compressione dell’espressione “radio sorgenti quasi stellari”. Si tratta in realtà di galassie dotate di buchi neri centrali supermassicci e molto attivi. Eiettano grandi quantità di materia con dei potenti getti contrapposti, ben osservabili, tanto potenti che talvolta condizionano l’evoluzione di galassie vicine che ne vengono investite. L’esplosione osservata questa volta è risultata essere almeno cinque volte più potente di tutte quelle osservate finora.

Rappresentazione artistica dell’esplosione nel quasar SDSS J1106+1939, la più potente mai osservata. Crediti: ESO/L. Calçada

Il quasar in questione è noto come SDSS J1106+1939. L’intensa forza gravitazionale di questi buchi neri attira e divora grandi quantità di materia che, precipitando emette moltissima energia. La complessa dinamica attorno al buco nero può anche dare luogo a violente emissioni di materia.
L’esplosione osservata in quest’ultimo caso risulta aver erogato una potenza pari a cento volte l’emissione totale della nostra Via Lattea.
Il flusso di materia appena scoperto si trova a circa mille anni luce dal buco nero supermassiccio al centro del quasar SDSS J1106+1939. Risulta dalle osservazioni che una massa di circa 400 volte quella del Sole si allontana da questo quasar ogni anno, a una velocità di circa 8000 chilometri al secondo.

Per saperne di più: Scoperta la più grande esplosione da un buco nero

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