Stella binaria superveloce

Una stella che fugge alla velocità di tre milioni di km orari. È stata scoperta nel 2005, ma solo ora si è potuto comprendere che è stata sparata via da un effetto fionda gravitazionale prodotto dal buco nero centrale della Via Lattea. Si tratta della stella binaria LP400-22, costituita da due nane bianche in orbita stretta che attualmente si trova a 1400 anni luce da noi.

Le intricate orbite stellari attorno al buco nero centrale della Via Lattea, che sta divorando una enorme nube di gas. Crediti: ESO

Le intricate orbite stellari attorno al buco nero centrale della Via Lattea, che sta divorando una enorme nube di gas. Crediti: ESO 

La sua fuga è iniziata 80 milioni di anni fa e i calcoli recentemente effettuati dimostrano che è partita da centro galattico, dove le velocità delle stelle orbitanti attorno al gigantesco buco nero sono molto elevate, fino a superare i 5000 km al secondo. Per saperne di più: Runaway binary stars.

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Lo spettacolo cosmico visto dall’homo erectus 2 milioni di anni fa.

Pare che il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia abbia avuto una violenta emissione circa 2 milioni di anni fa, quando i nostri antenati impararono a camminare in posizione eretta. Apparve una luce nel cielo notturno, rivaleggiando con la luna piena per la luminosità e dimensioni: proveniva dal buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia che improvvisamente si risvegliò. È quanto viene comunicato da un lavoro, annunciato questa settimana in una conferenza a Sydney, in Australia, che ingegnosamente propone una soluzione a due enigmi galattici apparentemente non correlati. Può sembrare strano parlare di buchi neri supermassicci come la fonte delle luci più luminose dell’universo. Ma questo è il motivo per cui i centri di alcune galassie, noti come nuclei galattici attivi o AGN, brillano così intensamente. L’idea è che, come il buco nero supermassiccio attira materia, questa precipita in un disco circostante, si riscalda e diventa incandescente. Quando grandi quantità di materia cadono nel disco, l’energia viene rilasciata attraverso potenti e luminosi getti di particelle perpendicolari alla rotazione del buco nero. Il buco nero centrale della Via Lattea, chiamato Sagittarius A*, è attualmente quieto, ma non si sa esattamente che cosa faccia un buco nero di un AGN. Un indizio che la nostra galassia non sia stata sempre tranquilla si è avuto nel 2010, quando gli astronomi che utilizzano il satellite Fermi gamma-ray della NASA ha avvistato un paio di strutture spettacolari ma misteriose ora chiamate bolle di Fermi, torreggianti 25 mila anni luce sopra e sotto il piano galattico. Recentemente numerosi ricercatori hanno sostenuto che le bolle sono state causate da una esplosione in Sagittarius A*.

Le due “bolle di Fermi” torreggianti ai due lati della Via Lattea. Crediti: NASA/Goddard

Le due “bolle di Fermi” torreggianti ai due lati della Via Lattea. Crediti: NASA/Goddard

Le simulazioni mostrano che due intensi getti di particelle ad alta energia, come quelli prodotti da un AGN, eiettati dal buco nero possono aver creato le bolle . Si è calcolato che l’evento sarebbe successo tra 1 e 3 milioni di anni fa e durò poche centinaia di migliaia anni. Ciò può anche risolvere un altro mistero: l’anomala luminosità della parte più vicina della “corrente di Magellano”, un flusso di idrogeno fuoriuscente dalla Via Lattea e collegato con le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra. Una seconda ricerca ha dimostrato che anche questo fenomeno è pienamente compatibile con l’eruzione di due milioni di anni fa, spettacolo cui ha assistito l’Homo erectus. Per saperne di più: Early humans saw black hole light in the night sky

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Il pasto del buco nero

Il nuovo telescopio orbitante della NASA, NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) ha dato un’occhiata al buco nero centrale della Via Lattea ed ha ripreso una violenta ed energetica emissione di raggi x. Il NuSTAR è stato lanciato il 13 giugno ed è il solo telescopio capace di fornire immagini focalizzate di sorgenti a raggi x di alta energia.

Il nucleo della Via Lattea, nella direzione del Sagittario, contiene la nota radiosorgente Sagittario A*, che si è rivelata poi essere il grande buco nero centrale con massa equivalente a 4 milioni di volte il Sole. È stato studiato in dettaglio nell’infrarosso dagli astronomi europei dell’ESO e dal team del Keck Observatory. Rispetto ai giganteschi buchi neri di altre galassie che divorano intere stelle e grandissime quantità di materia in un processo che influisce sull’intera galassia, il buco nero della Via Lattea è piuttosto docile e si accontenta di sbranare l’equivalente di un asteroide ogni tanto.

Ecco le immagini del flare a raggi X ripreso dal satellite NuSTAR della NASA. A sinistra si può vedere la sequenza del brillamento. Crediti: NASA/JPL-Caltech

La materia dell’ultimo pasto del buco nero è stata riscaldata fino ad oltre 100 milioni di gradi prima di scomparire nella terribile voragine cosmica. L’emissione del lampo di raggi x (denominata flare) è stata generata da particelle accelerate fin quasi alla velocità della luce.

Per saperne di più: NASA’s NuSTAR Spots Flare From Milky Way’s Black Hole

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sul Buco Nero centrale della Via Lattea