Il grande finale della sonda Cassini

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40_CGF_STILL_00022_1600La sonda spaziale Cassini, partita dalla Terra nel 1997 ed in orbita attorno a Saturno dal 2005, ha ricevuto l’11 aprile la sequenza conclusiva di istruzioni che la porterà a tuffarsi nell’atmosfera di Saturno il 15 settembre prossimo. Prima di arrivare al termine definitivo della missione, andata ben oltre la durata programmata (doveva concludersi il 1° luglio 2008), alla sonda è stato chiesto di continuare a dare spettacolo, uno spettacolo a cui la NASA ha anche voluto dare un nome: il «Grand Finale» di Cassini.

Si tratterà davvero di un gran finale, infatti la sonda passerà per l’ultima volta in prossimità del satellite Titano il 22 aprile, con il flyby numero 126, per entrare, il giorno successivo, nella prima orbita del Grand Finale. Da quel momento Cassini eseguirà una serie di ben ventidue passaggi ravvicinati al pianeta, durante i quali attraverserà il piano degli anelli trovandosi sempre fra Saturno e l’anello più interno del sistema: uno spazio di appena 2400 chilometri. Il primo di questi passaggi fra pianeta e anelli è previsto per il 26 aprile ed avverrà con la sonda orientata in modo da usare la sua grande antenna parabolica di 4 metri di diametro (costruita in Italia per conto dell’Agenzia spaziale italiana ASI) come scudo protettivo dai detriti che potrebbe incontrare nell’attraversamento del piano degli anelli. La successiva valutazione degli eventuali danni all’antenna usata dalla sonda per le comunicazioni con la Terra, permetterà di capire quanti e quali strumenti rendere operativi nei passaggi seguenti.

Gli scienziati si aspettano importanti informazioni dallo studio ravvicinato del sistema di anelli, compresa la possibilità di indagare sulla loro origine e su come vengano continuamente riforniti di vari frammenti.

 

 

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Pan, una piccola luna molto speciale

Osservate il puntino all’interno della banda scura degli anelli di Saturno: è la piccola luna Pan, che tiene in ordine la Divisione di Encke.  Pan è molto piccola, appena 28 km di diametro, ma con la sua debole gravità,  mantiene libera la divisione di Encke rimandando indietro le particelle di ghiaccio che si allontanano dall’anello. Dentro gli anelli di Saturno vi sono altre lune che svolgono questo compito (Prometeo e Pandora), da cui il loro nome di satelliti “pastori”.

La piccola luna Pan, all'interno della divisione di Encke negli anelli di Saturno.  Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La piccola luna Pan, all’interno della divisione di Encke negli anelli di Saturno. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La fotografia è stata ripresa dalla sonda Cassini lo scorso mese di maggio. Cassini è in orbita su Saturno da 10 anni e continua a mandare importanti informazioni sul gigante con gli anelli. Per saperne di più:  Cassini solstice mission.

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Il misterioso esagono su Saturno

Sul polo nord di Saturno c’è una gigantesca tempesta dalla curiosa forma esagonale, alimentata da particolari correnti a getto. Oggi gli scienziati planetari rivelano che la rotazione dell’esagono potrebbe essere in relazione la breve durata del giorno di Saturno: 10 ore , 39 minuti e 23 secondi. Come gli altri giganti gassosi, Saturno manca di una superficie solida che possa essere utilizzata per misurare il periodo di rotazione.  Le caratteristiche atmosferiche superficiali all’equatore si muovono più velocemente rispetto ai poli. L’esagono potrebbe essere la chiave per una velocità di rotazione più costante. I ricercatori hanno combinato le immagini dalla sonda Cassini degli ultimi 5,5 anni e hanno scoperto che il periodo di rotazione dell’esagono è cambiato pochissimo.

La tempesta esagonale sul polo nord di Saturno. Crediti: NASA, Cassini mission

La tempesta esagonale sul polo nord di Saturno. Crediti: NASA, Cassini mission

Essi suggeriscono che la tempesta, che potrebbe estendersi per centinaia di chilometri sotto la superficie, sia intimamente accoppiata con l’interno, e quindi un buon indicatore per vero periodo di rotazione del pianeta. Per saperne di più: Mysterious Hexagon May Reveal Length of Saturn’s Day.

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Come Saturno spreme Enceladus

Enceladus è la piccola e sorprendente luna di Saturno che presenta dei geisers attivi nel suo polo sud. Le osservazioni  della sonda Cassini aprono ora uno spiraglio sul meccanismo di emissione dei getti. Enceladus possiede un oceano interamente ricoperto da una coltre di ghiaccio. La sua orbita è ellttica e le emissioni dei geisers sono più intense quando si trova alla massima distanza dal pianeta, meno intense quando si trova alla minima distanza. Evidentemente, dicono gli scienziati che seguono la missione, quando si trova più vicina al pianeta l’intensa forza gravitazionale di Saturno “tringe” le crepe nella coltre di ghiaccio limitando l’emissione dei getti.

L'immagine ripresa dalla Cassini mostra con evidenza la variazione di emissione dei getti di Enceladus. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Cornell/SSI)

L’immagine ripresa dalla Cassini mostra con evidenza la variazione di emissione dei getti di Enceladus. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Cornell/SSI)

La stretta si allenta quando la gravità diminuisce. Dunque sono le variabili forze di marea responsabili della corrispondente variazione nell’attività dei geisers. Per saperne di più: NASA’s Cassini Spacecraft Reveals Forces Controlling Saturn Moon Jets

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Un uovo bianco e liscio tra le lune di Saturno

Si chiama Metone, una piccola luna ovale osservata per la prima volta da vicino l’anno scorso dalla sonda Cassini della NASA. Metone è del tutto differente dalle altre piccole sfere di ghiaccio e roccia che costellano il sistema solare, profondamente segnate da impatti. È  liscia, non mostra alcun rilievo o rugosità.

La luna Methone ripresa dalla sonda Cassini. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La luna Methone ripresa dalla sonda Cassini. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Ora gli astronomi hanno una spiegazione sul perché: Metone è fatta di lanugine leggera di ghiaccio, ha una lunghezza di soli 5 km e si trova all’interno di un tenue arco di anello. In base ad approfondite analisi risulta avere una densità di 300 kg/mc, meno di un terzo della densità del ghiaccio. Pare che lo strato superficiale sia ancora più leggero e fluido, tale che col suo lentissimo scorrimento potrebbe aver cancellato ogni traccia di crateri o rugosità. Per saperne di più:  Saturn’s egg moon Methone is made of fluff

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