Stelle di quark ?

È noto che, quando una stella molto massiccia esaurisce il proprio combustibile nucleare, non potendo più contrastare la propria gravità, collassa su sé stessa dando luogo ad una violenta esplosione di supernova e lasciando parte significativa della propria massa in un oggetto compatto e densissimo, fatto per lo più di neutroni. Nasce quell’oggetto strano e alieno chiamato stella di neutroni. Ma, per chi volesse qualcosa di ancora più strano, pare che ci sia il prodotto giusto: le stelle di quark.  Infatti i neutroni sono fatti di quark e, in linea di principio, una stella di neutroni abbastanza densa potrebbe essere sottoposta ad un ulteriore passaggio esplosivo generando un oggetto ancora più denso fatto di quark. Sarebbe importante studiarne qualcuno perché offrirebbe importanti indizi sul comportamento della materia ad altissima densità. Rachid Ouyed dell’Università di Calgary in Alberta, in Canada, e colleghi dicono che la miglior prova della nascita di stelle di quark proviene dalle esplosioni stellari SN 2009ip e SN 2010mc. Entrambe presentavano due picchi di luminosità, insoliti per le supernovae. La più intrigante, SN 2009ip è stata chiamata supernova impostore perché lampeggiò periodicamente, prima di esplodere violentemente in un doppio picco.

A parità di massa, una stella di quark è ancora più densa di una stella di neutroni.

A parità di massa, una stella di quark è ancora più densa di una stella di neutroni.

Ouyed e colleghi ritengono che il primo picco di entrambi gli eventi sia stato una supernova normale con collasso del nucleo in una stella di neutroni, mentre il successivo picco sia stato il secondo assestamento che ha generato la stella di quark. Per saperne di più: Double blasts may have birthed exotic quark stars

 

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Betelgeuse prossima ad una collisione

Sulla scala dei tempi astronomici naturalmente. Infatti Betelgeuse, la spalla di Orione, dista dalla Terra poco più di 600 anni luce e si muove nella direzione del “muro” di gas e polvere visibile nella foto alla velocità di 30 km al secondo, dunque impiegherà non meno di 5000 anni per percorre quella apparentemente breve distanza. La scoperta è stata fatta dall’ ESA Herschel Space Observatory,  l’osservatorio orbitante dell’Agenzia Spaziale Europea operante nell’infrarosso. La fotografia pubblicata rivela degli archi multipli, chiamati “bow shock” , generati dai potenti venti stellari che investono la materia interstellare. La serie di archi testimonia di una storia pregressa della stella alquanto turbolenta. Non dobbiamo aspettarci qualche catastrofe: l’urto è tra nubi di gas piuttosto rarefatti, potrebbe invece accadere che, nel lungo periodo, favorisca il processo di formazione di nuove stelle.

L'urto è inevitabile, mma tra 5000 anni. Crediti:ESA/Herschel/PACS/L. Decin et al

L’urto è inevitabile, ma tra 5000 anni. Crediti:ESA/Herschel/PACS/L. Decin et al

Nell’immagine si osserva bene il “muro” di gas interstellare, che probabilmente appartiene al lembo esterno di una nebulosa. Betelgeuse è una supergigante rossa, ben visibile ad occhio nudo, di prima sera, queste notti invernali . Il suo diametro è 1000 volte quello del Sole, del quale è anche oltre 100.000 volte più luminosa. La stella è entrata in una fase critica e si ritiene che possa esplodere come supernova entro qualche secolo. Per saperne di più: Betelgeuse braces for a collision

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