Quante braccia ha la Via Lattea?

Si potrebbe dire che alla Via Lattea non cascano le braccia. Se infatti nel 2008 la Nostra galassia aveva perso due dei suoi previsti bracci a spirale, oggi la ha riacquistati. Sin dal 1950 le osservazioni radiotelescopiche avevano prodotto evidenze di quattro bracci a spirale. Ma le osservazioni del 2008, fatte dallo Spitzer Space Telescope della NASA, avevano ridotto il numero di braccia a due.

La distribuzione osservata delle stelle massicce nella Via Lattea. Crediti: Robert Hurt - THE SPITZER SCIENCE CENTER

La distribuzione osservata delle stelle massicce nella Via Lattea. Crediti: Robert Hurt – THE SPITZER SCIENCE CENTER

Oggi una nuova indagine approfondita, basata sulle stelle di grande massa la cui culla natale è costituita dalle zone più attive dei bracci a spirale, ha portato a concludere che il numero di braccia della Via Lattea è quattro. Per saperne di più: The Milky Way’s Missing Arms

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

 

La velocità di fuga dalla Via Lattea

C’è un modo per uscire dalla Via Lattea ? Quale velocità di fuga si deve raggiungere ? Un gruppo di astrofisici del Leibniz Institute for Astrophysics (Potsdam) ha utilizzato uno dei telescopi dell’osservatorio anglo-australiano di Siding Spring (Australia) per studiare posizioni e velocità di 426.000 stelle della Via Lattea al fine di determinare la massa totale e la forma in modo più accurato possibile. È risultato che la nostra galassia “pesa” quanto 1.600 miliardi di soli come il nostro, un po’ più “leggera” di quanto finora stimato. In base ai risultati ottenuti si è potuto calcolare che per poter mandare un’astronave dal sistema solare  fuori dalla Via Lattea occorre una velocità di 537 km/s, ben di più della velocità di fuga dalla Terra (che è 11,2 km/s).

L'Enterprise di Star Trek ha il motore ad antimateria.

L’Enterprise di Star Trek ha il motore ad antimateria.

Non c’è modo di raggiungere una simile velocità con gli attuali sistemi di propulsione. Potrebbe riuscirci un motore ad antimateria, ne basterebbero pochi grammi. C’è un piccolo problema però: Il CERN di Ginevra, uno dei massimi produttori di antimateria, impiegherebbe diverse decine di milioni di anni per produrre la quantità sufficiente. Per ora dobbiamo rimandare i viaggi intergalattici. Per saperne di più: Stars’ escape velocity shows how to exit the Milky Way

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal mondo della scienza.

La Via Lattea che emerge da un faro

Un’altra straordinaria fotografia della Via Lattea, che appare emergere dal faro di Capo Palliser in Nuova Zelanda. È l’immagine vincente del concorso di Fotografia Astronomica 2013  bandito dal Royal Observatory di Greenwich ed è stata realizzata da Mark Gee.  Potete ammirare nella foto il nucleo centrale della Via Lattea, brillante al centro, seminascosto da nubi di polvere cosmica, e sulla sinistra le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra.

La splendida immagine di Mark Gee premiata al concorso.

La splendida immagine di Mark Gee premiata al concorso.

Marek Kukula, della giuria del concorso, ha commentato “questa vista della Via Lattea sui mari del sud mi porta alla mente l’avventura dei primi Maori che si accingevano a conquistare il grande oceano guidati dalle stelle. Siamo oggi nella stessa situazione nella conquista dello spazio cosmico”. Congratulazioni a Mark Gee e un saluto a tutti i neozelandesi. Per saperne di più: Milky Way emerges from a lighthouse in prize-winning photo

Ma soprattutto venite al Planetario, potrete anche ammirare il cielo del sud che ha guidato i Maori.

 

Un fantasma si aggira per la galassia

Il fantasma di una galassia nana si aggira per la Via Lattea. Alcune anomalie nella distribuzione delle stelle nella nostra galassia suggeriscono che sia in fase conclusiva la collisione di una galassia nana con la Via Lattea iniziata diverse centinaia di milioni di anni fa. Analizzando i dati relativi al programma Sloan Digital Sky Survey dello scorso anno, col tracciamento delle posizioni di 300.000 stelle entro 3000 anni luce dal Sole, un gruppo di astronomi dell’Università del Kentuky è arrivato alla conclusione che le asimmetrie nella distribuzione delle stelle sono dovute alla collisione cosmica con una piccola galassia. Di questo evento resta una perturbazione che si è tradotta in una oscillazione simile ad un’onda nella distribuzione delle stelle su un lato della Via Lattea.

Una splendida immagine della Via Lattea ripresa dal Sud Africa. A sinistra sono visibili le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra. Crediti: Florian Breuer

Una splendida immagine della Via Lattea ripresa dal Sud Africa. A sinistra sono visibili le due nubi di Magellano, piccole galassie satelliti della nostra. Crediti: Florian Breuer

Si ritiene che il processo si smorzerà ripristinando la simmetria tra le due metà, settentrionale e meridionale, della nostra galassia entro il “breve” lasso di tempo di 100 milioni di anni. Per saperne di più: Cosmic poltergeist messed up Milky Way

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dallo spazio profondo.

Una nocciolina al centro della Via Lattea

Molto più grande però. Gli astronomi dell’ESO, studiando la posizione delle oltre 10 miliardi di stelle che si addensano nel rigonfiamento centrale della Via Lattea, hanno scoperto che questa regione centrale della nostra galassia ha la forma di un’arachide. Queste notti, se guardate nella direzione del Sagittario potete vedere parzialmente il rigonfiamento centrale della Via Lattea, che in larga parte ci è precluso dalle dense nubi di gas e polvere interposte. Ma questo non è un problema per il telescopio VISTA dell’ESO che opera nell’infrarosso.

La Via Lattea fa da sfondo ad uno dei telescopi dell'ESO, in Cile. Crediti: ESO/S. Brunier

La Via Lattea fa da sfondo ad uno dei telescopi dell’ESO, in Cile. Crediti: ESO/S. Brunier

“La profondità del catalogo stellare di VISTA è di gran lunga maggiore dei lavori precedenti e può rivelare l’intera popolazione di queste stelle in tutte le regioni tranne le più oscurate”, spiega Christophe Wegg, primo autore di uno dei due articoli. “Da questa distribuzione delle stelle possiamo costruire una mappa tridimensionale del rigonfiamento galattico. È la prima volta che viene fatta una tale mappa senza assumere un modello per la forma del rigonfiamento”.  Per saperne di più: Un’arachide nel centro della Galassia

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità dal cielo profondo.

 

Migliaia di buchi neri attorno alla Via Lattea ?

Fino a duemila buchi neri erranti potrebbero trovarsi nell’alone della nostra galassia, la Via Lattea. È la previsione di nuove simulazioni al computer effettuate da Valery Rashkov e Piero Madau dell’Università di Santa Cruz, in California. Le simulazioni si basano sul processo di formazione delle grandi galassie, avvenuto per progressiva cattura di piccole galassie e fusioni. Nel corso di questo lento corso evolutivo, molti buchi neri potrebbero essersi fusi col buco nero centrale della Via Lattea, ma molti altri potrebbero essere stati privati della coorte di stelle e si troverebbero isolati nella periferia galattica.

La Via Lattea, deformata dall'effetto lente gravitazionale di un buco nero. Crediti: Ute Kraus, Physics education group Kraus, Universitat Hildesheim.

La Via Lattea, deformata dall’effetto lente gravitazionale di un buco nero. Crediti: Ute Kraus, Physics education group Kraus, Universitat Hildesheim.

Alcuni di questi buchi neri solitari potrebbero aver mantenuto una piccola parte delle stelle della galassia originaria e della materia oscura. In tali condizioni è comunque difficile osservarli, ma prima o poi manifesteranno segni di attività e verranno scoperti. Per saperne di più: A POPULATION OF RELIC INTERMEDIATE-MASS BLACK HOLES IN THE HALO OF THE MILKY WAY

Ma sopratutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sulla Via Lattea

Fusione di due buchi neri nel passato della Via Lattea

Una galassia molto piccola, nel lontano passato, entrò in collisione con la Via Lattea generando due enormi bolle di particelle ad alta energia che ora torreggiano sul centro della nostra galassia. È la nuova ipotesi sull’origine delle misteriose bolle e spiega anche le discrepanze tra le età delle stelle nel centro galattico. Nel 2010, osservazioni del cielo da parte del Telescopio orbitante Fermi della NASA avevano rivelato due enormi lobi di particelle emesse dal cuore della Via Lattea, ognuno dei quali si estende per 25.000 anni luce oltre il piano galattico. Gli astronomi sospettavano che le bolle fossero state generate in una fase violenta avvenuta nel centro galattico circa 10 milioni di anni fa, ma nessuno poteva dire che cosa avesse innescato l’esplosione. L’analisi dei dati del telescopio Fermi ha portato oggi due team di astronomi americani ad un modello che spiega l’accaduto: la collisione tra due buchi neri.

Una ricostruzione dei due giganteschi lobi osservati dal telescopio orbitante Fermi della NASA.Crediti: NASA's Goddard Space Flight Center

Una ricostruzione dei due giganteschi lobi osservati dal telescopio orbitante Fermi della NASA.Crediti: NASA’s Goddard Space Flight Center

Sappiamo che un buco nero supermassiccio con massa di ben 4 milioni di soli si nasconde nel centro della Via Lattea. E abbiamo anche una serie di galassie nane che orbitano attorno alla nostra galassia a spirale, che è molto più grande. Questo suggerisce che qualche galassia satellite abbia potuto nel passato entrare in collisione con la Via Lattea. Secondo la nuova teoria, una piccola galassia con il proprio buco nero centrale è entrata il collisione con la nostra galassia. Il suo buco nero ha iniziato a muoversi a spirale attorno al buco nero galattico. Dopo miliardi di anni è avvenuta la fusione tremendamente energetica tra i due buchi neri.  La loro vorticosa danza finale ha scagliato fuori molte delle stelle nate nel centro galattico e questo spiega l’anomalia della ridotta presenza di stelle vecchie nel centro della Via Lattea.  Il processo che ha visto i due  buchi neri ruotare vorticosamente l’uno attorno all’altro ha perturbato gigantesche nubi di gas, favorendo la formazione di ammassi di brillanti stelle nuove. Gran parte del resto del gas è stato riscaldato ed espulso formando così i due giganteschi lobi osservati dal telescopio Fermi.  Per saperne di più: Giant Milky Way bubbles blown by black hole merger

Ma soprattutto venite al Planetario, vi aggiorneremo su tutte le novità sul buco nero centrale della Via Lattea.